Parte la crociata di Altroconsumo contro gli attori principali dell’editoria digitale in Italia: Amazon, Feltrinelli e Mediaworld. L’associazione ha infatti inviato diffide alle tre aziende in merito ad alcune clausole inserite nei contratti di vendita degli eBook, definite come vessatorie. Vediamo perché.

Gli eBook hanno ormai rivoluzionato il modo di leggere degli italiani: sono indubbiamente comodi e innovativi. Ma non sono del tutto uguali ai libri tradizionali, e non solo perché non li si può sfogliare o esporre in libreria. Una grande, importantissima differenza riguarda la loro proprietà: secondo le condizioni di contratto di Amazon (e del suo Kindle Store), quando acquistiamo un ebook in realtà otteniamo solo una licenza di lettura tramite il dispositivo Kindle.

Non siamo proprietari del libro, ma è come se l’avessimo preso in prestito a tempo indeterminato: non lo possiamo rivendere né prestare. Altre limitazioni, se violate, danno addirittura ad Amazon la facoltà di riprenderselo, senza rimborsarci.

Analoghe condizioni sono quelle offerte da Mediaworld e da Feltrinelli per i loro contenuti digitali: ecco perché anche queste due grandi catene sono state messe sotto accusa da Altroconsumo. Che chiede “la cancellazione o la modifica delle clausole più penalizzanti (vessatorie) per il consumatore”: “se in un tempo ragionevole non riceveremo risposta (oppure le nostre richieste non saranno accolte) – afferma l’associazione in una nota - il passo successivo sarà un’azione inibitoria in giudizio”.

Il Codice del Consumo prevede infatti la possibilità per le associazioni dei consumatori di intentare un’azione inibitoria per chiedere la cancellazione o la modifica delle clausole vessatorie dai contratti.