Sebbene solo per le più piccole entitàdella realtà della materia, come fotoni e particelle,oggi parlare di 'teletrasporto' non rappresenta piùun'utopia, né uno dei più grandi sogni dell'uomo.

Oggi infatti il teletrasportoquantistico è già un successo della ricerca scientifica, ed inparticolare della Fisica, e differentemente da quanto potremmoimmaginare, l'applicazione tecnologica della facoltà della materiadi 'teletrasportarsi' è già in essere in molti sistemi diversi.

Una ricerca di Mark Stevenson edei suoi colleghi della Toshiba Research Europa a Cambridge,nel Regno Unito, in collaborazione con il Cavendish Laboratorydell'Università di Cambridge, studio pubblicato solo qualchegiorno fa dall'autorevole rivista scientifica NatureCommunication, ha aggiuntoqualcosa in più: il successo dello studio dell'equipeè stato infatti quello di aver superato il limite sine qua nonottenere il teletrasporto, l'utilizzo di sorgenti diversi perottenere fotoni.

Gli scienziati sanno bene infatti che la materia èin grado di comunicare e trasportare informazioni anche quando sitrova a grandi distanze, grazie ad uno dei più bizzarri effettidella meccanica quantistica, il cd. entanglement,traducibile in italiano come 'non-separabile', ossia, come spieganogli esperti," la cd. correlazione tra gli stati di due particelleopportunamente preparate che si mantiene anche quando le particellein questione vengono allontanate a distanza arbitraria".

Oggiqueste conoscenze vengono sopratutto sfruttate per migliorare lecapacità e le prestazioni della comunicazione informatica, e inquesta cornice si inserisce il più grande ed ambizioso progetto diingegneria informatica, ossia la realizzazione di un computerquantistico con un nuovo dispositivo di calcolo nel quale itradizionali bit, cioè le unità d'informazione binaria checodificano l'informazione assumendo sempre i valori di 0 e 1, sonosostituiti da qubit, ovvero i bit quantistici.

A fare da supporto fisico a questidispositivi non sarebbero più, come siamo abituati, i dispositivielettrici, il semplice interruttore di casa che 'apre' e 'chiude' idispositivi elettronici, ma gli stati quantistici di sistemimicroscopici che possono avere non solo due valori diversi, come peresempio lo spin di uno ione che ha solo due direzioni nello spazio,ma anche una sovrapposizione di stati diversi, ampliando enormementela potenza di calcolo.

Il fotone, particella elementare oquanto di luce che costituisce la più semplice radiazioneelettromagnetica in natura, spiegano gli scienziati, rappresenta ilperfetto supporto fisico dei bit quantistici, ciò perché questeparticelle presentano dei vantaggi notevoli come, ad esempio,rispondere adeguatamente, in termini di grandezza e di quantitàd'energia, al sistema quantistico che li genera.

Le fasi sperimentalidelle teorie dell'equipe di ricerca dimostrano infatti, come spiegaper Nature Mark Stevenson,"in un protocollo di teletrasportoquantistico è possibile usare fotoni che provengono da sorgentimolto diverse, un laser e un diodo a emissione di luce, con unadifferenza nella larghezza di banda addirittura di un fattore 100.Nonostante ciò, il teletrasporto è riuscito con una fedeltà mediadi 0,77: in alte parole, la trasmissione dello stato quantisticoavveniva in modo corretto nel 77 per cento dei casi".

Si deduce facilmente quindi come ilfuturo della comunicazione si reggerà sulle cd. reti quantistiche,sistemi che oltre a potenziare il trasporto delle informazioni, avràil merito, come dimostra l'esperimento, di rendere assolutamentesicuro le chiavi crittografiche delle informazioni, e di questitempi, come il caso Data Gate dimostra, non è male.



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