È uno dei prodotti più attesi per il 2014, annunciato come disponibile nei negozi del Regno Unito a partire dai primi mesi di quest'anno. Sono i Google Glass, uno strumento assolutamente innovativo ancora in fase di testing, consistente in un paio di occhiali in grado di farci provare con mano, anzi, con gli occhi, la nuova frontiera della realtà aumentata.

Ma prima di essere lanciato e commercializzato sul mass-market, richiede una serie di test per metterne a punto le funzionalità ed effettuare ciò che in inglese suona come fine-tuning ovvero apportando gli ultimi ritocchi.

E per verificarne il funzionamento BigG ha pensato bene di affidare il testing ai propri sviluppatori che seguono il progetto, pertanto dalla seconda metà dello scorso anno gli "explorer" (così vengono definiti i dipendenti a cui viene affidato questo incarico) sono stati invitati dal Gigante di Mountain View a girare per strade e negozi vestendo i nuovi occhiali, camminando a piedi e guidando l'auto.

Una donna sviluppatore però, nel mese di ottobre dello scorso anno, si è vista fermare e multare dalla polizia di San Diego con l'accusa di guida "distratta", in violazione l'articolo numero 27602 del codice della strada californiano che prevede tale contestazione anche quando si guida, ad esempio, con un qualunque monitor acceso.

La notizia ha fatto rapidamente il giro non solo di tutti i dipendenti del motore di ricerca, ma, naturalmente, è stata anche rimbalzata dagli internauti di mezzo mondo.

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Ed è di oggi la notizia che il ricorso della dipendente è stato accolto e la stessa è stata assolta dall'accusa, in quanto, si legge nelle motivazioni, era un explorer che stava testando il prodotto. Attenzione però che il discorso non è detto che valga in futuro anche per gli utilizzatori finali.

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