La necessità aguzza l'ingegno: una massima che bene si applica ai membri di Anonymous, i quali, memori delle difficoltà incontrate sul piano della comunicazione libera e svincolata da controlli o censure, hanno ideato un nuovo sistema per poter diffondere, rivelare e trasmettere dati senza dover ricorrere necessariamente ad internet o ad una rete cellulare.

I fruitori delle nuove tecnologie, molto spesso danno per scontato che il Web sia sempre a disposizione, essendo ormai entrato nella vita quotidiana, come l'acqua che esce dal rubinetto. Un errore madornale. In caso di emergenza, di collasso anche momentaneo delle strutture, di disastro naturale (dalla nevicata che tira giù i tralicci dell'alta tensione ai black out elettrici di più ampie dimensioni), sino a situazioni ancora più drammatiche (conflitti, disordini civili), telefonia e web potrebbero di colpo tacere o venire limitati.

Ed ecco che quelli di Anonymous, o meglio una loro branca proveniente dall'esperienza LulzSec/Antisec che si è battezzata "LulzLabs", ragionando sul fatto che, nel mondo la maggior parte delle persone non ha accesso alle comunicazioni per questioni di povertà e divario digitale oppure perché tali comunicazioni sono state tagliate, come accaduto in Egitto, Libia, Siria durante la cosiddetta "Primavera Araba", oppure ancora nel corso del recente bando di Twitter in Turchia, hanno sviluppato un sistema che viene definito "facilitatore delle comunicazioni" e che sfrutta abilmente un "tramite" sempre attivo, alla portata di chiunque, senza dover ricorrere a operatori od infrastrutture e difficilmente controllabile: le onde radio.

Il sistema che utilizza le onde radio disponibili per comunicare e condividere dati tra pc si chiama Airchat: consente la criptografia delle comunicazioni trasmesse, garantendo l'anonimato attraverso la rete Tor, permette di chattare (audio incluso), di spedire immagini, nonché (ed è questa la parte più "ghiotta"), in caso di connessione condivisa, di agganciarsi gratuitamente ad Internet e consultare Twitter.

Airchat - si legge nella descrizione del progetto caricata su github - "si basa su qualsiasi collegamento radio esistente o apparecchio capace di trasmettere audio", è sufficiente possedere un radiotrasmettitore, un pc ed installare alcuni software.

Attualmente - è quanto puntualizzano gli "anonimi" di LulzLabs - è necessaria anche una buona competenza tecnologica, ma gli attivisti confidano, condividendo in rete il loro progetto, di poterlo migliorare e semplificare in modo tale che anche un utente non propriamente "tech" possa usufruirne.

Intanto su github è possibile già verificare una serie di informazioni e di software gratuiti per Airchat in ambienti Windows, MacOS X, Linux ed Ubuntu.

Anonymous sostiene di aver utilizzato con successo Airchat per disputare giochi interattivi e per partite a scacchi con controparti distanti anche 180 km, condividendo, immagini, file, e chat vocali.

E' possibile quindi che, ancora una volta, le "buone e vecchie onde radio" siano la soluzione.
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