La notizia è stata data quest'oggi da Kelly MacLean di Facebook: il popolare social network sta testando un'applicazione in grado di consentire, nei paesi a bassa diffusione di internet e smartphone, la possibilità di inviare "squilli" sponsorizzati con contenuti e pubblicità. La notizia, che potrebbe apparentemente apparire priva di alcun senso ed utilità, ha, invece, una motivazione ragionevole.

Molto spesso crediamo, infatti, che lo standard di comunicazione cellulare diffuso nel mondo, sia simile o superiore a quello che utilizziamo noi.

Terminali all'avanguardia con la possibilità di navigare sul web ed effettuare telefonate, nella maggior parte dei casi usando pacchetti forfettari mensili in cui sono inclusi anche i costi delle chiamate voce.

La realtà è che, nel mondo, quasi 7 persone su 10 usano device semplici, modelli base,  feature phone come comunemente vengono chiamati, che non hanno a disposizione funzioni avanzate, così come quelli che utilizziamo quotidianamente. Utenti che vivono, soprattutto, in paesi emergenti: India, Brasile, Nigeria, Messico, Indonesia, Sud Africa e che Facebook vuole raggiungere e connettere grazie ad investitori pubblicitari.

L'idea è venuta analizzando un'abitudine indiana, che qualche tempo fa era in voga anche in Italia.

Nel paese asiatco, infatti, a causa dell'elevato costo del traffico voce, per comunicare via telefono cellulare, gli utenti fanno largo uso di uno squillo che, a seconda di un codice convenzionale personale, serve a trasmettere un messaggio evitando il costo della chiamata.

Ispirandosi a questo genere di comportamento e partendo dall'assunto di voler connettere alla rete ed agli altri anche chi non dispone di un accesso internet mobile, come chi vive nelle aree rurali ad esempio e non può affrontate i costi della comunicazione cellulare, Facebook sta provando in India un sistema che verrà esteso presto anche ad altri paesi.

Il funzionamento è questo: un piccolo banner pubblicitario avverte l'utente connesso a Facebook che può effettuare una "chiamata persa".

Cliccando quel banner, ed inserito il numero della persona da raggiungere, effettua "uno squillo". Chi risponde, oltre al messaggio di "chiamata persa" da parte di chi si trova "dall'altro capo del filo" riceverà anche contenuti sponsorizzati, come musica o i risultati di una partita di cricket. Ovviamente si tratta di pubblicità tarata secondo i gusti degli utenti finali e che quindi, si presume, non arrechino molestia o fastidio. Tutto, senza spendere un centesimo in telefonata o in accesso ad internet, che, nella maggior parte dei casi e nelle aree da raggiungere non sarebbe neanche disponibile.

Secondo quanto riportato da Kelly MacLean, di Facebook, in questo modo si dà la possibilità agli investitori di coprire un target altrimenti escluso dalle comuni campagne pubblicitarie