Uber è sotto attacco. L'app che permette di contattare direttamente gli autisti invece che affidarsi al clasico taxi è stata bloccata in India e in Spagna. Anche un tribunale di Madrid infatti ha sancito il divieto delle attività perché la app rappresenterebbe una concorrenza sleale nei confronti dei tassisti. Le auto bianche sono in festa, ma forse non si sono accorte che Uber potrebbe essere solo una delle minacce all'orizzonte.

Il panorama delle app "anti-taxi" non si esaurisce con l'invenzione di Travis Kalanick. Con l'avento della sharing economy che prevede la condivisione e non il possesso dei beni, si fanno strada anche altre applivazioni non così famose e soprattutto meno aggressive di Uber. E' il caso di Getaround che potrebbe essere per i taxi ciò che Airbnb rappresenta per gli albergatori. Airbnb infatti offre una piattaforma per mettere in vendita per un determinato periodo di tempo una stanza o un appartamento, mentre Getaround fa la stessa cosa con le auto.

San Francisco, Portland, Chicago, Austin e San Diego sono le città dove è già attiva la piattaforma che permette a tutti di noleggiare la propria auto a un altro privato. In pratica con questa app si ha la possibilità di monetizzare i tempi di sosta della propria vettura. Secondo l'azienda solo negli Usa ci sono circa 250 milioni di auto ferme per 22 ore al giorno. In media il costo del possesso (manutenzione e altro) è di ottomila dollari l'anno.

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In Italia, secondo uno studio dell'Unione consumatori è di 3100 euro. Perché perdere la possibilità di guadagnarne anche 800 al mese quando non si usa l'auto? La domanda ha una risposta che per molti è ovvia. Così, nel silenzio generale, cresce questa app che ha barriere all'ingresso molto basse. Per noleggiare la propria auto, perché di questo in pratica si tratta, bisogna avere un'auto con meno di dieci anni di età con al massimo 125.000 chilometri percorsi.

Ci si iscrive a Getaround e si compila un form con una descrizione dell'auto e qualche foto, si indica il punto di ritiro e consegna e si decide il prezzo dal quale bisogna togliere la commissione del 40% per Getaround. Non si tratta di una fee bassa, ma nel caso delle auto incide molto il prezzo della assicurazione. Tutte le auto sono coperte da un'assicurazione oltre che da assistenza in caso di guasti o incidente che funziona 24 ore su 24.

Il cliente guarda sul display dello smarphone la mappa delle auto a disposizione, sceglie e va al punto di ritiro. Per aprire le portiere utilizza la app. Le auto che fanno parte del network sono dotate infatti di un sistema che dialoga wireless con l'applicazione. Sale in macchina dove trova le chiavi. Il pagamento viene addebitato sulla carta di credito al momento della prenotazione, mentre eventuali spese di parcheggio, multe o benzina sono sempre a carico dell'utente.

I costi? Variano da auto ad auto. Visto che si può passare da una Bmw a una Tesla a una Mini Cooper. E Getaround dice che è facile guadagnare mille dollari in tre mesi.

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