Dalla città di Pisa arriva una nuova interessante scoperta nel campo della tecnologia alimentare e della produzione di cibo biologico. L'Università di San Giuliano Terme ha infatti condotto un'avveniristica ricerca nella Facolta di scienze agrarie, alimentari e agro ambientali, grazie alla quale è stato creato il primo pomodoro "super-Bio". Il team, coordinato dalla ricercatrice Manuela Giovanetti, è riuscito a creare una variante di pomodoro dalle caratteristiche supernutritive, con evidenti risvolti positivi per i consumatori in termine di alimentazione, nutrizione e salute.

Gli studi sono infatti stati caratterizzati da un approccio multidisciplinare nei campi dell'alimentazione, della salute e della biologia, con il vantaggio di aver impiegato solo metodologie di coltivazione naturali e biologiche. Grazie ai risultati raggiunti, si conta di avviare già entro il 2015 la prima produzione, che dovrebbe riuscire a far nascere almeno 10.000 piante di pomodoro, mentre una volta che la coltivazione sarà a regime il numero potrebbe toccare le 70.000 unità.

Il pomodoro SuperBio presto nelle nostre tavole? Ecco perché potrebbe esserci così utile

Ma per quale motivo dovremmo acquistare un prodotto diverso dal tradizionale pomodoro che troviamo nei comuni negozi? Secondo quanto affermato dalla stessa ricercatrice, per "il contenuto in fitochimici, molecole prodotte dalle piante con importanti proprietà protettive e preventive nei confronti delle malattie umane".

Nella pratica, attraverso la coltivazione si arriva a influenzare la quantità di queste particolari sostante: i dati scientifici (pubblicati anche sul prestigioso British Journal of Nutrinion nel 2012 - Fonte Ansa) mostrano concentrazioni molto più elevate di importanti sostante come ad esempio calcio, potassio e fosforo. È chiaro che il prodotto potrebbe riscontrare grande successo di pubblico, anche perché non viene coltivato utilizzando modificazioni genetiche e si presenta in un contesto di mercato nel quale il consumatore è molto attento alla produzione biologica e alla ricerca di elevata qualità nel valore nutritivo.

E voi, cosa pensate delle ultime scoperte tecnologiche sulla coltivazione biologica?

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