Tramite le nostre pagine, vi abbiamo più volte presentato applicazioni per smartphone in grado di renderci un po' meno complicata la vita. Dall'attività fisica ai servizi per le auto, passando per diete e consigli alimentari, basta pigiare un'icona col proprio indice per avere una miriade di servizi e info. E addirittura, in un futuro che è dietro l'angolo, saranno perfino in grado di diagnosticare tumori. Già, grazie a un dispositivo messo a punto dai ricercatori del Massachusetts General Hospital. Vediamo come funziona.

Come funziona la App

Come riporta Nextime, portale dedito alle tecnologie, questo portento della tecnologia si chiama D3, per il fatto che si basa su 3 fattori che iniziano per la lettera "d": digital, diffraction e diagnosis (tradotto "diagnosi di diffrazione digitale").

Ha un modulo di imaging con una luce LED destinata agli smartphone comuni, che possono così registrare i dati attraverso la normale fotocamera. La quale, oltre a farci deliziare con selfie e video, si trasforma così in vero scanner medico. Ogni dispositivo mobile sarà così in grado di registrare dati su oltre 100 mila cellule di un singolo donatore da un campione di sangue o di tessuto in una singola immagine. Il campione viene "etichettato" con microsfere che si legano alle molecole correlate al cancro e caricate nel modulo di imaging di D3. Una volta che l'immagine viene registrata e i dati trasferiti al server, si passa alla presenza di molecole specifiche, che si ottiene mediante analisi dei segnali generati dalle microsfere.

Utilizzando sfere di diverse dimensioni o quelle rivestite, si potrà ottenere delle vere e proprie firme identificative di un tumore, al fine di renderne facile il suo rilevamento. Il sistema è in grado di analizzare fino a dieci megabyte di dati in meno di 9 centesimi di secondo.

Primi test

I ricercatori hanno sperimentato questo nuovo portento tecnologico su 25 donne sottoposte a PAP test. Ebbene i risultati sono stati più che confortanti: D3 è stato in grado di individuare i casi maligni, benigni e a rischio con la stessa precisione dei sistemi utilizzati oggi in via tradizionale. Dunque, funziona ed offre grandi speranze per il futuro, offrendo una miriade di scenari e possibilità, alla luce del fatto che la Sanità italiana è sempre più al collasso e per una visita passano vari mesi.