Whatsapp: c'erano una volta gli sms. Qualsiasi racconto o notizia che parli della popolare app di messaggistica potrebbe iniziare così. Già, perchè la conosciutissima applicazione per inviare messaggi, foto, video e da qualche tempo anche file ha dato molti vantaggi, ma nasconde svantaggi a noi spesso ignoti.
Whatsapp: è allarme?
Chi utilizza Whatsapp sa bene che esiste un avanzato sistema di settaggio dei parametri della privacy. Chiunque, infatti, può scegliere ad esempio di nascondere la propria immagine del profilo a coloro i quali non rientrano nella cerchia dei contatti della rubrica personale.
Si possono abolire le ricezioni di lettura, quelle che in gergo vengono definite "conferme di lettura". Si può, inoltre, scegliere di occultare il momento dell'ultimo accesso sia a coloro i quali non sono salvati nella propria "agenda telefonica elettronica" che a tutti. Se però pensate che questo basti per mettere al riparo la vostra privacy vi sbagliate. Basta un esempio chiaro: anche qualora abbiate disabilitato tutto quanto riportato sopra, chiunque potrà visualizzare il vostro status "on line". Ragionando per assurdo: se qualcuno volesse restare ore ed ore all'interno della vostra finestra di chat avrebbe la possibilità di osservare il momento in cui vi collegate. Un lavoraccio certo, ma che non diventa poi così gravoso se arriva un escamotage tecnologico che lo fa al posto di chi ha intenzione di farlo.
Whtsapp: l'estensione di Chrome
Whatsapp e pravacy, un binomio che non sembra andare d'accordo dunque. A lanciare l'allarme è stato un "ingegnere del software" secondo cui esisterebbe un'estensione del browser di Chrome che sarebbe in grado di tracciare le attività sfruttando la possibilità di usare la versione web della popolare app di messaggistica. Quale sarebbe lo svantaggio? Tecnicamente un'azienda sarebbe in grado di vedere che un proprio lavoratore è impegnato in conversazioni in chat a notte inoltrata e in un certo senso questo potrebbe portare a spiegare, seppur in maniera sommaria, lo scarso rendimento di un dipendente. Incrociando poi i dati di due contatti sarebbe possibile ad esempio immaginare se parlano tra loro qualora i momenti di accesso corrispondessero troppe volte per più giorni.
Si tratta naturalmente di ragionamenti quasi per assurdo che però potrebbero non essere lontani dalla realtà. Il rimedio? Per ora è solo quello di usare un altro numero per attivare Whatsapp e magari darlo solo ad una cerchia di persone fidate.