Alcuni ricorderanno i problemi causati dal ransomware Wannacry ma è pur sempre un bene dare una rinfrescata alla memoria.
Tra il 12 ed il 15 Maggio 2017 questo virus destò l’attenzione della stampa mondiale; In pochissimi giorni riuscì ad infettare oltre 300.000 PC in 150 Paesi differenti, tra cui anche l’Italia (ad essere presa di mira fu l’Università di Milano-Bicocca, sede di molte importanti facoltà come Economia e Psicologia).
Cos’è un Ransomware? Chi è Marcus Hutchins?
Nel gergo informatico un ransomware è un software maligno creato con lo scopo di incitare la vittima a pagare un riscatto in denaro, se il pagamento non viene rispettato i dati contenuti all’interno del PC verranno distrutti, bloccati o pubblicati.
Nel caso di Wannacry tutti i dati venivano criptati, rendendo impossibile il ripristino del sistema al suo stato originale. Si può immediatamente capire come tutto ciò possa causare un danno ingente ad aziende, banche e perfino enti governativi in tutto il mondo.
L’utente, il cui dispositivo era infetto, veniva accolto con una schermata rossa ed un serio avvertimento: “Ooops, i tuoi file sono stati criptati. Invia 300$ in Bitcoin a questo indirizzo.”
Il pagamento doveva avvenire entro una settimana, oltre la quale tutti i file all’interno del disco rigido venivano eliminati.
Qui entrò in gioco il giovane Marcus Hutchins conosciuto anche come MalwareTech, il giovane ricercatore che riuscì a bloccare la diffusione del virus.
Hutchins scoprì che Wannacry, al suo avvio, tentava di comunicare su internet con un sito web inesistente. Quando registrò quel dominio, Wannacry smise di propagarsi.
Nonostante ciò, Hutchins fu arrestato pochi mesi dopo a Las Vegas sotto l’accusa di aver programmato Kronos (un altro virus) anni prima.
Il Nord Corea sotto accusa dalla Casa Bianca
“L’attacco fu molto diffuso e ci costò milioni di dollari, il Nord Corea ne è il diretto responsabile” sono le durissime parole di Thomas Bossert, consulente per la sicurezza nazionale americana, al Wall Street Journal questo lunedì.
A quanto pare Kim Jong Un si trova davvero dietro ad uno dei più grandi attacchi informatici del decennio.
Bossert afferma che queste accuse non sono state mosse a cuor leggero in quanto ”sono basate su prove. Non siamo nemmeno gli unici ad averle. E’ stato un attacco spietato, volto a causare distruzione e devastazione.”
Le accuse sembrano tenere in piedi, soprattutto considerando il caso di Sony Pictures e “The Interview”.
Il film, uscito nel 2014, narra del viaggio di Dave Skylark e Aaron Rapoport (interpretati rispettivamente da James Franco e Seth Roger) nel Nord Corea, con il fine di intervistare ed uccidere il dittatore supremo.
Lo scandalo non tardò ad arrivare e con sé porto l’hack degli studios di Sony Pictures.
I dati dei dipendenti vennero rubati ed altre minacce di ritorsione furono mosse nei confronti degli USA, il film fu trattato come un atto di guerra.
Anche la CIA, NSA ed il governo Inglese in passato affermarono che dietro Wannacry vi si trovava lo zampino del Nord Corea, quindi si presuppone che le prove esistano davvero e che non siano discutibili, rimane però da chiedersi se verranno rilasciate e quando.