Chiunque accusasse crisi di astinenza da rete, quando, per lavoro o per ragioni di svago, si trova costretto a dover percorrere lunghe tratte, magari intercontinentali, saldamente allacciato al sedile di un aeroplano, da oggi può ben sperare nella possibilità di mettere a tacere l’odiata “modalità Aereo” a cui bisogna piegarsi nel momento in cui il personale di bordo annuncia la necessità di attivarla.
A partire dal mese di giugno, infatti, grazie ad un progetto curato da “Inmarsat”, il gestore satellitare del Regno Unito, e "Deutsche Telekom", in collaborazione con Nokia, sarà lanciato l’EAN, acronimo di European Aviation Network, un servizio che permetterà ai viaggiatori che sorvolano i cieli europei di connettersi alla rete dati ad una velocità del tutto analoga a quella garantita dalla banda larga domestica.
Novità che per gli Stati Uniti è già da tempo diventata consuetudine, in particolare su tratte a lungo raggio.
Come funzionerà il wifi sull’aereo?
Ma com’è nato e come funzionerà il servizio? Deutsche Telekom e Nokia si impegneranno nella costruzione di una rete di ricetrasmettitori (circa trecento), altrimenti detti “base stations”, su trenta Paesi europei e di altrettanti ripetitori speciali capaci di propagare un segnale forte e stabile ad un velivolo che viaggia ad un’altezza di circa dieci chilometri e ad una velocità media di 1200 chilometri orari.
Per quanto riguarda invece le antenne sugli aeromobili, queste verranno costruite ed installate da Cobham e Thales.
Le prime compagnie aeree ad utilizzare il servizio fornito dall’EAN saranno Iberia e British Airways.
Prototipo e dimostrazione pratica
Una prima dimostrazione della validità del segnale è stata data una settimana fa a Barcellona. Per testarne la validità, i dirigenti ed i tecnici della Deutsche Telekom hanno messo in funzione un prototipo di rete che consentisse di effettuare un esperimento preliminare, utilizzando una “cavia” d’eccezione: il calciatore tedesco Manuel Neuer, a cui è stata inoltrata una prima video-chiamata mentre si trovava in volo. L'operazione sembrerebbe essere andata a buon fine.
Ci si starà chiedendo sicuramente se il servizio sia gratuito. Ebbene, non lo è. I passeggeri pagheranno un extra per usufruire del collegamento a bordo. A tal proposito, uno studio condotto dalla London School of Economics, ha evidenziato che l’innovativo servizio frutterà ricavi per 130 miliardi di dollari entro il 2035. Consentirà inoltre la vendita di spazi pubblicitari.