Un nuovo, gravissimo scandalo si è scatenato negli ultimi giorni nel mondo dell'informatica. Anche questa volta si tratta di un problema legato alla riservatezza dei dati: Alexa, lo smart-speaker progettato e prodotto da Amazon, ha registrato delle conversazioni private degli utenti. Ora, dopo Facebook, è il colosso dell'e-commerce ad essere nel mirino dei garanti della privacy.
Una dinamica poco chiara
La dinamica dell'accaduto non risulta ancora del tutto chiarita. Si è trattato infatti di un caso isolato successo negli Stati Uniti: esso ha scatenato preventivamente un allarme globale.
Una coppia dell'Oregon è stata avvertita da un collega del fatto che gli fosse arrivato un messaggio contenete una conversazione privata dei due. Da lì è nato il sospetto che Amazon Alexa possa registrare le conversazioni private degli utenti.
Cos'è Alexa e come funziona
Alexa è un sistema avanzatissimo che si connette alla rete domotica casalinga e che, tramite un altoparlante denominato "Smart Echo", è in grado di ricevere ordini dall'utente e di eseguire alcune azioni più o meno elementari, dall'accendere le luci di casa all'alzare o abbassare le tapparelle. Gli smart-speaker di Alexa sono fisicamente degli altoparlanti circolari dotati di casse e numerosi microfoni che permettono la diffusione del suono in maniera omogenea e intelligente all'interno della stanza in cui sono posti.
Essi però sono dispositivi indipendenti da computer o smartphone: sono dotati di un loro processore, più o meno potente, in grado di elaborare le richieste degli utenti e di eseguire determinate azioni. Per fare ciò hanno quindi anche bisogno di una scheda di rete che permette la connessione ad Internet, perché generalmente l'algoritmo dell'assistente virtuale è memorizzato sul Cloud e su una memoria di massa che memorizza le preferenze degli utenti, gli schema di collegamento con gli altri apparecchi domestici ed altre eventuali informazioni. Amazon Alexa però non è l'unico smart-speaker presente sul mercato; è però uno dei più avanzati, se non il più avanzato, insieme a Google Home e ad Apple HomePod.
Fin dal momento dell'apparizione sul mercato di tali dispositivi, il pubblico si era mostrato diviso a riguardo, dagli entusiasti tecnofili a quelli più scettici che con lo scandalo odierno hanno avuto un punto a loro favore. Ora si attendono la risposta dell'azienda e i provvedimenti che verranno presi.