Il lavoro degli sviluppatori di Whatsapp, negli ultimi tempi, si è notevolmente incrementato, puntando sia al lancio di nuove funzioni, sia all'introduzione di aggiornamenti in grado di garantire la privacy degli utenti. Tra i fattori di maggiore rischio che la chat di messaggistica istantanea ha provveduto a contrastare, ci sono soprattutto le "fake news", ovvero dei link che invitano le persone a cliccare ma che, in realtà, sono degli strumenti gestiti da hacker in grado di appropriarsi dei dati personali dei malcapitati.

L'introduzione dell'icona accanto ai link che attesta l'attendibilità di una notizia è stata indubbiamente utile, ma proprio in questi giorni "Forbes" ha posto nuovamente l'accento sulla tutela della privacy della clientela di WhatsApp, affermando che l'introduzione delle pubblicità dal prossimo anno potrebbe garantire a Facebook di accedere alle chat per elaborare messaggi pubblicitari da inviare ad ogni singolo utente a seconda dei suoi interessi più o meno presunti.

Privacy a rischio con l'avvento delle pubblicità su WhatsApp

La crittografia end-to-end potrebbe non bastare per tutelare la protezione delle conversazioni nella chat di WhatsApp. Facebook, infatti, con l'introduzione dei messaggi pubblicitari associati alle Stories, potrebbe essere in grado di risalire alle parole-chiave utilizzate nelle comunicazioni effettuate sull'applicazione, per far sì che le varie aziende possano poi veicolare sponsorizzazioni "personalizzate" a seconda degli interessi delle singole persone.

Zuckerberg, di recente, è intervenuto sull'argomento, rimarcando l'affidabilità della crittografia end-to-end, dichiarando che non ci sarà alcun cambiamento. Tuttavia, la rivista "Forbes" insiste nel sostenere che con le sponsorizzazioni sarà possibile aggirare il sistema di protezione, consentendo a Facebook di "studiare" le abitudini degli utenti della app per poi approntare dei messaggi pubblicitari specifici.

Le parole dell'ex capo della sicurezza di Facebook, Alex Stamos

Alex Stamos, ex capo della sicurezza informatica di Facebook, di recente è intervenuto su Twitter con una dichiarazione che ha infiammato il dibattito tra il popolo del web. Questi, infatti, nel suo intervento ha chiesto esplicitamente che venga trovato un punto d'incontro tra le finalità promozionali dell'azienda e il diritto degli utenti a non vedere violata la propria privacy.

L'indiscrezione riportata da "Forbes" ha indubbiamente riacceso i riflettori sulla questione "tutela personale" da parte dei fruitori della nota applicazione di messaggistica istantanea.

Inoltre, pare che, per evitare eventuali problemi futuri, diverse persone abbiano già deciso di abbandonare WhatsApp, puntando su uno dei suoi principali competitor, Telegram, che garantirebbe una maggiore protezione della privacy dei suoi iscritti.

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