Valve, la società che controlla la piattaforma digitale per la vendita di videogiochi Steam, si trova al centro di nuove e infuocate polemiche dopo che, alcuni anni fa, aveva pubblicato un controverso videogioco nel quale si dovevano effettuare delle vere e proprie stragi scolastiche per poter superare i vari livelli. Questa volta, invece, la piattaforma digitale ha messo in catalogo il nuovo videogioco "Rape Day". Il nome del gioco dice già tutto. Infatti, tradotto letteralmente, significa "La giornata dello stupro".

E, in effetti, in questo videogioco l'utente veste proprio i panni di uno stupratore.

Le caratteristiche negative di Rape Day

Come mette in evidenza la rivista specializzata "multiplayer.it" Rape Day, in gergo tecnico, è una visual novel che mette insieme circa 500 immagini e almeno 7.000 parole. Ma a parte questo, quello che lascia veramente basiti è che, nel corso del gioco, l'utente può sia molestare verbalmente, stuprare e, addirittura, uccidere delle donne. Non solo, ma i contenuti proposti da questo gioco non sono certo edificanti o istruttivi. Infatti, includono violenza anche sessuale, sesso non consensuale, incesto e necrofilia.

Oltre, ovviamente, ad un linguaggio estremamente osceno.

Polemiche sul mancato controllo dei contenuti pubblicati sulla piattaforma

Secondo quanto riferisce la rivista specializzata "multiplayer.it" le polemiche contro la piattaforma digitale Steam riguardano, soprattutto, il mancato controllo su ciò che viene pubblicato e messo in vendita sul suo catalogo digitale. Infatti, rimanendo al caso Rape Day, sembrerebbe proprio che questo videogioco sarebbe rimasto in catalogo per diverse settimane prima di essere eliminato definitivamente.

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Cronaca Nera

Tanto è vero che la sua uscita ufficiale sul mercato era stata programmata per il prossimo mese di aprile 2019. Per di più Rape Day non sarebbe l'unico videogioco presente in catalogo che contiene contenuti inadeguati o sessualmente espliciti. E questo avviene, come mette in evidenza il quotidiano online "Tgcom24", sullo store di videogiochi per computer più famoso e diffuso.

A onor del vero, occorre precisare che l'azienda di Bellevue aveva tentato di correre ai ripari incaricando il suo team di sviluppatori di effettuare un check-up completo del proprio catalogo andando ad eliminare dai vari titoli presenti tutti quei contenuti non proprio "ortodossi".

Ma il caso di Rape Day ha gettato nuova benzina sul fuoco alimentando i dubbi della community dei giocatori che, sempre più spesso, si stanno chiedendo se sia effettivamente colpa della "pigrizia" degli sviluppatori o anche della scarsa attenzione alla qualità dei contenuti dei propri prodotti da parte dell'azienda.

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