Durante l'isolamento dovuto all'emergenza Coronavirus, è cresciuto a dismisura il ricorso alle dirette sui social, alle chiamate di gruppo e alle app di messaggistica. Secondo Afp, il 40% della popolazione mondiale in questo periodo è in lockdown. Di conseguenza, i colossi del web cominciano a temere che i propri server non riescano a contenere un traffico così elevato.

Stando a quanto riportato dal sito ufficiale di Facebook, i messaggi in chat a marzo sono cresciuti del 50% a livello globale rispetto a febbraio, mentre le chiamate, i messaggi vocali e i video sono più che raddoppiati. La sera del 1° aprile, le tre app di Facebook, Messenger, Instagram e Whatsapp hanno avuto dei problemi nel caricamento e nella ricezione di contenuti.

Alle 23 (ora italiana) in Europa e negli Usa WhatsApp ha mostrato dei rallentamenti nel caricamento e nella ricezione delle foto e nella registrazione dei messaggi audio. A seguire, anche Instagram e Facebook hanno avuto problemi nel caricamento dei post. Il disservizio è durato meno di un'ora.

Il sovraccarico sui server rallenta le funzioni di WhatsApp e Instagram

In Italia, il tempo speso sulle app di Zuckerberg - secondo i dati di Facebook - è aumentato del 70%, le visualizzazioni delle dirette Instagram e FB sono raddoppiate, e il tempo trascorso in chiamate di gruppo è cresciuto di oltre il 1.000% nel mese di marzo. Dopo i disservizi del 1° aprile, gli utenti si sono riversati su Twitter dove in un battibaleno gli hashtag #Whatsappdown e #Facebookdown sono diventati di tendenza.

L'azienda Facebook, in una nota del 24 marzo, aveva cercato di rassicurare i suoi utenti, spiegando che avrebbe continuato a monitorare i livelli di utilizzo e che avrebbe potenziato la capacità dei propri server per contrastare il repentino incremento di traffico sulle sue piattaforme dovuto all'isolamento globale per l'emergenza coronavirus.

Tuttavia, la preoccupazione palesata dagli utenti su Twitter lascia intendere che, a livello mondiale, vi è la percezione di un eventuale tracollo delle piattaforme social e delle app di messaggistica. WhatsApp, in particolare, ha avuto problemi nelle scorse ore soprattutto in Europa e in Sud America.

Mark Zuckerberg aveva già annunciato di voler intervenire su WhatsApp

Il quotidiano La Repubblica ha riportato che si starebbe pensando ad un dimezzamento della durata dei video da pubblicare sullo "stato" di WhatsApp, portandola da 30 a 15 secondi. Ricordiamo che questa funzione consente di postare le cosiddette "storie a scomparsa" formate da foto, video, gif o scritte che scompaiono dopo 24 ore.

Anche l'azienda italiana di telecomunicazioni Tim nei giorni scorsi ha messo in guardia su un probabile rallentamento della rete, consigliando ai propri utenti di prediligere l'uso del Wi-Fi di casa, piuttosto che la rete mobile. Sony, a sua volta, ha deciso di diminuire la velocità dei download per i giochi della PS4.

Inoltre, dopo Netflix e YouTube, anche Facebook e Instagram hanno ridotto di recente gli standard della qualità dei video in Europa per non sovraccaricare i propri server.

Mark Zuckerberg ha già introdotto la limitazione dei video negli "stati" di WhatsApp in India, dove gli abitanti in lockdown sono 1,4 miliardi. Tuttavia, La Repubblica ritiene che questa riduzione possa arrivare prossimamente anche in altri Paesi.

In Italia gli 'stati' di WhatsApp non sono diffusi come in India

In Italia si prediligono le Stories di Instagram e Facebook. A Menlo Park si sta pensando di intervenire sulla riduzione del tempo di durata degli "stati" di WhatsApp, portandoli a 15 secondi. Nel 2017 si era già deciso, poco dopo il lancio della nuova funzione, di abbassarne la durata da 45 a 30 secondi.

Anche le clip da condividere su Instagram prossimamente potrebbero durare meno degli attuali 60 secondi. Le dirette Facebook, invece, hanno un limite di 4 ore da mobile e di 8 ore da Pc. Dunque, anche in questo caso potrebbero essere ridotti i tempi per mantenere il sistema stabile, veloce ed efficiente.

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