Nel 2025, gli spin-out deep-tech e life sciences nati dalle università europee hanno raggiunto un traguardo significativo: 76 di queste realtà sono diventate unicorn (valutazione superiore a 1 miliardo di dollari) o centaur (ricavi superiori a 100 milioni di dollari). Questo consolida un ecosistema che vale complessivamente 398 miliardi di dollari.

Spin-out: valore aggregato e impatto economico

L'European Spinout Report 2025, promosso da Dealroom insieme a Cambridge Innovation Capital, Oxford Science Enterprises e altri, evidenzia la solidità di questo ecosistema.

Oltre 7.300 startup spin-off hanno creato più di 167.000 posti di lavoro.

Le università protagoniste

Le università europee che generano più valore sono Cambridge, Oxford, ETH Zurigo, EPFL e TU Monaco. In Germania, spicca la Max-Planck Society: con 4 unicorn e una valutazione aggregata di oltre 67 miliardi di dollari, si posiziona al vertice in Germania.

Finanziamenti e investimenti

Nel 2025, i deep-tech spin-out europei hanno raccolto circa 7,9 miliardi di dollari entro novembre, con una previsione di 9,1 miliardi per fine anno, in linea con il 2024 (8,9 miliardi di euro). Nonostante il calo del 50% degli investimenti VC complessivi in Europa rispetto al 2021, i deep-tech spin-out attraggono capitali internazionali, soprattutto dagli Stati Uniti, che finanziano quasi il 50% dei round late-stage.

Nuovi fondi per l'ecosistema

Sono entrati nel mercato due nuovi fondi: PSV Hafnium (Danimarca), con un primo fondo da 60 milioni di euro focalizzato sul deep-tech nordico, e U2V (University2Ventures), con sedi a Berlino, Londra e Aix-la-Chapelle. Questi si aggiungono a fondi universitari consolidati come Cambridge Innovation Capital e Oxford Science Enterprises, focalizzati sulle spin-out accademiche, e ad operatori indipendenti interessati al ritorno da spin-out.

Exit record

Il 2025 è stato un anno positivo per le exit: sei spin-out hanno superato il miliardo di dollari, provenienti da Svizzera, Regno Unito e Germania, incluse istituzioni come ETH, Oxford, EPFL e Università di Tübingen.

Settori in crescita e gap finanziario

Le spin-out deep-tech si concentrano in settori come quantum, fotonica, energia nucleare e life sciences, mentre difesa, spazio e robotica si appoggiano meno alle università.

Nonostante la crescita dell'ecosistema, il growth capital resta un punto debole in Europa, con conseguente dipendenza da investitori esteri.

Questi dati delineano uno scenario in trasformazione: l'università non è più solo un laboratorio di ricerca, ma una leva di impatto economico e industriale globale. Lo spin-out deep-tech emerge come un trend strutturale nella ridefinizione dell'ecosistema tecnologico europeo.