In un palco affollato come quello del Fortune AI Brainstorm Summit di San Francisco, il CEO di CoreWeave, Michael Intrator, ha respinto con fermezza le critiche mosse nei confronti delle pratiche definite “circular deals” nel settore dell’infrastruttura cloud per l’intelligenza artificiale: «collaborare è più corretto che riciclare denaro tra le stesse entità», ha dichiarato con tono misurato, rivendicando una visione basata sulla reale domanda di mercato piuttosto che su schemi finanziari tortuosi.

Secondo Intrator, la narrativa che descrive queste operazioni come circolari è «fondamentalmente fuorviante».

Le grandi aziende tecnologiche come Meta, Microsoft, Amazon e Google acquistano infrastruttura da CoreWeave per servire i propri clienti, non per sostenere un’iniezione di capitale autoreferenziale. In un contesto in cui la fornitura di GPU specializzate e di centri dati è cruciale per sostenere l'espansione dell’AI, questa collaborazione si inserisce in una fase espansiva muovendosi su uno sfondo di domanda crescente.

Un modello di business innovativo e i suoi attriti

Il ceo ha sottolineato che CoreWeave sta tracciando una «nuova via» nel cloud computing, dove la volatilità — sia in termini di quotazione azionaria, sia nella struttura del capitale — è conseguenza della rapidissima espansione e non di un difetto intrinseco.

L’IPO di marzo 2025, avvenuta in condizioni economiche tortuose fra l’incertezza delle tariffe Trump e mercati nervosi, ha testimoniato una partenza difficile e controversa, ma non priva di successo.

Intrator ha ammesso che il prezzo del titolo «oscilla», scendendo da picchi sopra i 150 USD fino alla soglia attuale di circa 90 USD, risultato di una combinazione tra percezioni speculative e finanziamenti strutturati su leva.

Domanda reale o effetto memetico?

Le critiche riguardano — fra gli altri — l’ingente livello di debito assunto per finanziare l’espansione dei data center, che rende CoreWeave sensibile a fluttuazioni di mercato e a potenziali tensioni finanziarie. Tuttavia, il CEO respinge anche questa interpretazione estrema: le imprese tech acquistano potenza computazionale perché ne hanno bisogno, non perché stanno riciclando risorse a scopo speculativo.

È una distinzione cruciale: il termine “circular deal” evoca l’idea che aziende co-investano o riutilizzino denaro tra loro in modo autoalimentante, senza generare nuovo valore. Per Intrator invece si tratta di costruire un’infrastruttura condivisa, dove l’acquisto genera capacità operativa vera, usata da più attori nel mercato.

Il contesto strategico di CoreWeave

Il posizionamento di CoreWeave non è casuale. L’azienda è emersa nel 2025 come un hyperscaler AI, puntando su GPU Nvidia altamente performanti e offrendo un cloud ottimizzato per carichi di inferenza e training intensivi. Ha stretto un contratto da quasi 12 miliardi USD con OpenAI, ampliato successivamente fino a circa 22,4 miliardi USD, consolidandosi come partner infrastrutturale di punta.

Parallelamente, CoreWeave ha ampliato il proprio portfolio con acquisizioni strategiche — tra cui OpenPipe (specializzata in RL per training di agenti AI) e Monolith AI (applicazioni AI per la fisica industriale) — orientandosi verso una piattaforma che unisce infrastruttura, strumenti di sviluppo e verticali industriali.

Il rischio sistemico e la robustezza della catena

Un altro elemento di spicco nel dibattito riguarda la fragilità dei neo-cloud provider — CoreWeave incluso — come anello intermedio dell’ecosistema AI: prendono in leasing data center a lungo termine e si affidano a finanziamenti con spread crescente, esponendosi a rischi rilevanti in caso di rallentamento della domanda o rialzo dei tassi.

Non a caso l’azienda ha inaugurato in modo aggressivo l’emissione di bond convertibili — fino a 2,25 miliardi USD — per finanziare i suoi piani capex fino a 30 miliardi USD entro il 2026, consapevole delle preoccupazioni degli investitori ma puntando su contratti prepagati e relazioni solide per arginare i rischi.

Il modello di Intrator è chiaro: un’infrastruttura “collaborativa” serve a distribuire il rischio e potenziare l’offerta, non a nascondere debiti o costruire illusioni. Il cloud per AI deve crescere più in fretta delle critiche che può attirare.

La visione di CoreWeave supera la dicotomia tra bolle speculative e progetto strutturale: è un’innovazione industriale su scala epocale, con debiti e complessità, ma anche con contratti miliardari, clienti di peso e orizzonti espansivi. Restare fuori significherebbe perdere la corsa al futuro.