La recente sentenza del giudice federale Robert Pitman ha temporaneamente bloccato l’entrata in vigore della normativa texana SB 2420, nota come App Store Accountability Act, che prevede l’obbligo di verifica dell’età e il consenso dei genitori per gli utenti minorenni. In risposta, Apple ha annunciato la sospensione dell’implementazione delle modifiche previste per l’App Store nello stato, in attesa degli sviluppi del contenzioso.

Il contesto legislativo e la sospensione delle modifiche

Approvata in Texas con ampia maggioranza, la SB 2420 impone ad Apple e Google di verificare l’età degli utenti dell’App Store e di richiedere il consenso dei genitori per i minorenni prima di ogni download o acquisto in-app.

La legge sarebbe dovuta entrare in vigore il 1° gennaio 2026.

Il giudice federale Robert Pitman ha concesso un’ingiunzione preliminare, sostenendo che la normativa «probabilmente viola il Primo Emendamento», in particolare per la libertà di espressione, e che non rappresenta il metodo meno restrittivo per proteggere i minori. Il magistrato ha descritto il provvedimento come l’equivalente di «una legge che costringe le librerie a verificare l’età di ogni cliente» e a richiedere ai genitori il permesso anche solo per entrare o comprare un libro.

La posizione di Apple e gli strumenti tecnici

Apple, pur condividendo l’obiettivo di una maggiore sicurezza per i minori, aveva già espresso preoccupazioni per l’impatto sulla privacy.

In particolare, l’azienda ha contestato l’obbligo di raccogliere e conservare dati sensibili anche per app di uso comune, come quelle meteo o sportive.

Per affrontare le normative emergenti creando un equilibrio tra protezione e tutela della privacy, Apple aveva sviluppato strumenti come il Declared Age Range API, il Significant Change API sotto PermissionKit, una nuova proprietà age rating in StoreKit e le notifiche di App Store Server. Queste tecnologie erano già disponibili globalmente su iOS 26, iPadOS 26 e macOS 26, e autorizzate per test e uso anche in Texas.

L'esito del procedimento e le prospettive future

La decisione del giudice Pitman segna una vittoria per Apple e altre grandi aziende tech.

Il gruppo di categoria CCIA, che ha promosso la causa, ha accolto con favore l’ordine che «preserva i diritti del Primo Emendamento degli App Store, degli sviluppatori, dei genitori e degli utenti più giovani».

Il fronte legale, tuttavia, non è chiuso: l’ufficio del procuratore generale del Texas ha annunciato che presenterà appello, spostando il caso al Quinto Circuito. Solo una sentenza definitiva potrà chiarire se la normativa potrà essere applicata o sarà dichiarata incostituzionale.