Nel panorama dell’intelligenza artificiale, i foundation model finora hanno dominato grazie alla loro potenza nel rispondere a domande, generare testo o codice. Tuttavia, questi modelli sono concepiti principalmente per interazioni uno‑a‑uno. A questo contesto risponde humans&, una giovane startup fondata da ex professionisti di Anthropic, Meta, OpenAI, xAI e DeepMind. L’obiettivo dichiarato è colmare il divario tra l’assistenza individuale e la vera coordinazione sociale, trasformando il dialogo intelligente in un sistema capace di mediare decisioni di gruppo, promuovere l’allineamento a lungo termine e orchestrare il lavoro collettivo in modo dinamico e proattivo.

Seed round da 480 milioni di dollari per un modello di AI sociale

La notizia che ha suscitato maggiore interesse è il seed round da 480 milioni di dollari appena raccolto, una cifra considerevole per un progetto ancora privo di un prodotto definito. Questo finanziamento testimonia la forte fiducia degli investitori nella visione di humans&: creare un "sistema nervoso centrale" in grado di integrare flussi collaborativi tra esseri umani e intelligenza artificiale.

Da chatbot ad agente sociale: un’AI che coordina

Le attuali intelligenze artificiali sono spesso troppo focalizzate su risposte isolate. humans& intende costruire un foundation model progettato per la social intelligence, superando il limite della semplice erogazione di informazioni o della generazione di testo.

Il modello si propone come un collante per la collaborazione, capace di comprendere priorità divergenti, allineare decisioni prolungate nel tempo e mantenere la coerenza tra i diversi interlocutori.

Allenamento: un’AI che pianifica, interroga e ricorda

I co‑fondatori Eric Zelikman, Andi Peng e Yuchen He sottolineano come il processo di training sarà radicalmente diverso. Il modello verrà addestrato attraverso tecniche di reinforcement learning multi‑agente e long‑horizon. Questo approccio mira a favorire la capacità di pianificare sequenze complesse, interagire efficacemente in ambienti dinamici e mantenere una memoria persistente di sé e degli altri nel tempo. Zelikman spiega che il modello porrà domande che assomigliano a quelle di un amico, piuttosto che richieste ottimizzate unicamente per una perfetta accuratezza o per il gradimento immediato.

Un layer di coordinazione contro la frattura nel flusso lavorativo

Concepita come alternativa o complemento a strumenti come Slack, Notion o Google Docs, humans& ambisce a diventare il livello superiore della collaborazione esistente. In questo spazio, i modelli potranno dialogare, negoziare, interrogarsi reciprocamente e proseguire visioni comuni senza discontinuità. La vera leva dell’AI risiede nel livello del flusso operativo: laddove il lavoro reale incontra attriti, è necessario un sistema che li intercetti e li risolva.

Competizione e rischi: un duello tra startup d’élite

La competizione nel settore è intensa. I giganti dell’AI stanno già integrando funzioni collaborative nei loro prodotti: Claude Cowork di Anthropic, Gemini in Workspace, e le pipeline multi‑agente di OpenAI cercano di facilitare il lavoro di squadra.

Il vantaggio distintivo di humans& potrebbe risiedere nel suo modello originale di social intelligence, oppure potrebbe diventare un bersaglio per acquisizioni da parte di player più grandi. La startup ha dichiarato di rifiutare offerte, convinta che il progetto abbia il potenziale per cambiare per sempre l’interazione con i modelli di intelligenza artificiale.

Trend e risonanza: quando l’AI diventa collante del lavoro

Al di là del caso specifico di humans&, il focus sulla coordinazione è sempre più percepito come un elemento chiave per far evolvere i foundation model verso un’effettiva utilità nella vita organizzativa. Alcuni studiosi e analisti suggeriscono che la coordinazione e l’orchestrazione tra diverse intelligenze artificiali possano generare guadagni di produttività paragonabili a quelli osservati nel software engineering.

La visione è quella di un mondo parallelo collaborativo, invisibile ma potente, tessuto dai modelli e alimentato dall’apporto umano.

In sintesi, la startup humans& promette di superare il paradigma del semplice question‑answering per introdurre un nuovo ecosistema basato su flussi sociali, memoria prolungata e gestione dei conflitti. Se questa visione sarà realizzata appieno, potremmo assistere a una vera svolta: l’AI non più solo come assistente, ma come mediatore, facilitatore e tessitore delle relazioni nel lavoro contemporaneo.