Sembra che Meta abbia confermato le aspettative di molti: il metaverso, un tempo fulcro della sua identità, è stato relegato in secondo piano. L'azienda ha ridotto di circa 1.500 unità il personale della divisione Reality Labs (il 10% della forza lavoro) e ha chiuso diversi studi dedicati ai titoli VR, segnando una netta discontinuità con il passato.
Il ridimensionamento dopo il rebranding
Nel 2021, Facebook è diventata Meta, con l’obiettivo di ridefinire l’ecosistema digitale tramite esperienze immersive basate su realtà virtuale e aumentata. Ma le ambizioni si sono scontrate con un mercato che ha frenato su grafica e interaction design poco convincenti, e i risultati non hanno premiato la scommessa.
Secondo quanto riportato da TechCrunch, il taglio riguarda 1.500 dipendenti in Reality Labs, con la chiusura di studi come Armature Studio, Sanzaru Games, Twisted Pixel e lo stop allo sviluppo di nuovi contenuti per app come Supernatural; anche Horizon Workrooms, la suite VR per l’ambiente professionale, verrà dismessa. Il metaverso non sarà più centrale e il suo budget è stato ridotto del 30% rispetto allo scorso anno.
È un ridimensionamento netto, che indica lo spostamento verso soluzioni con un ritorno economico più immediato e un maggiore appeal sul mercato.
La reazione degli investitori e l'incognita AI
La reazione della Borsa è stata subito positiva: Meta ha registrato rialzi fino al 4% o 7% della capitalizzazione, grazie alla fiducia degli investitori nella nuova direzione strategica.
Una svolta che abbandona la narrativa del metaverso, premiando invece il pragmatismo tecnologico.
Ora l'attenzione si concentra sui wearables AI, come gli smart glasses Ray-Ban sviluppati con EssilorLuxottica, che stanno riscuotendo crescente interesse e generando vendite. Il metaverso lascia spazio a una tecnologia percepita come più realistica, fruibile e potenzialmente monetizzabile nel breve termine.
La nuova strategia di Meta
La scelta di Meta riflette un cambio di paradigma: da realtà virtuali immersive e futuristiche, dominate da hype e costi elevati, a un approccio più sobrio, basato su AI e accessibilità. Il metaverso è apparso sempre più costoso e meno convincente, mentre l’intelligenza artificiale ha dimostrato un ritorno sull'investimento concreto.
Il futuro di Meta
Il nuovo focus è sull'AI integrata nei dispositivi, con l'obiettivo di capitalizzare su questa tendenza. L'azienda punta sui wearable come prossima piattaforma informatica, ipotizzando il sorpasso dello smartphone nel prossimo decennio.
Ma i rischi restano: è una transizione estetica o sostanziale? La competizione sull’AI è alta e il nuovo corso richiede la capacità di innovare rapidamente in hardware, software, integrazione AI e normativa. La sfida non è più solo tecnologica, ma anche strategica e culturale.
Meta sembra aver cambiato direzione, mettendo in pausa il metaverso e puntando sulla concretezza degli smart glasses e delle tecnologie AI integrate. Il capitolo VR come visione centrale sembra archiviato.