Tesla ha annunciato la ripartenza del progetto Dojo3, la terza generazione del proprio supercomputer AI, con un obiettivo rinnovato: non più l’addestramento di modelli di guida autonoma via terra, bensì il calcolo AI nello spazio.

Il progetto Dojo e la sua sospensione

Nel 2025, Tesla ha interrotto lo sviluppo di Dojo, definito da Elon Musk un "evolutionary dead end". Il team fu sciolto e circa 20 membri, incluso il responsabile Ganesh Venkataramanan, lasciarono l'azienda per fondare DensityAI.

La strategia aziendale ha privilegiato lo sviluppo dei chip AI5 e AI6, prodotti da TSMC e Samsung, e l'uso di hardware esterno come Nvidia e AMD per l’empowerment dei data center e della guida autonoma.

La riattivazione di Dojo3

Il 18 gennaio 2026, Musk ha dichiarato su X che il design del chip AI5 è ormai «in good shape», permettendo a Tesla di riattivare il progetto Dojo3. Il CEO ha inoltre pubblicato un annuncio per reclutare ingegneri, invitandoli a inviare le proprie esperienze tecniche più rilevanti.

Calcolo AI nello spazio: l'obiettivo di Dojo3

Musk ha specificato che l’AI7/Dojo3 sarà dedicato al «space‑based AI compute»: un concetto ambizioso che mira a spostare parte dell’infrastruttura di calcolo AI in orbita, beneficiando dell’energia solare continua e delle basse temperature esterne. Questa strategia si integra con i piani di SpaceX di utilizzare Starlink o futuri lanci tramite Starship per distribuire capacità di calcolo in orbita.

Opportunità e sfide dell'AI in orbita

Portare il calcolo AI nello spazio introduce vantaggi, come l’accesso costante all'energia solare e il raffreddamento naturale tramite l’ambiente esterno, riducendo la dipendenza dalle infrastrutture terrestri spesso costose ed energivore. Tuttavia, la realizzazione pratica presenta sfide ingegneristiche robuste: il raffreddamento nel vuoto, la latenza di rete, i costi di lancio e la manutenzione restano nodi centrali.

Il futuro dell'AI secondo Tesla

Il rilancio di Dojo3 segna un cambiamento di paradigma nella visione AI di Tesla: da hardware terrestre convenzionale a un network orbitale. Se riuscito, questo progetto potrebbe trasformare il concetto di data center, estendendolo oltre il pianeta e collocando Tesla in una posizione di frontiera anche nell’infrastruttura AI globale.

La roadmap dei chip Tesla, ora con cadenza dichiarata di nove mesi per AI5, AI6, AI7, AI8 e AI9, riflette un modello di sviluppo accelerato e integrato, potenzialmente in linea con la strategia spaziale.

Resta da vedere in che forma tecnica prenderà corpo Dojo3, quali applicazioni privilegerà — ad esempio il training di modelli complessi o servizi AI su satellite — e come sarà gestita l’infrastruttura orbitale dal punto di vista logistico e normativo.

Tutto suggerisce che Tesla stia ridefinendo il perimetro dell’elaborazione AI: non più confinata a data center, ma potenzialmente distribuita tra la Terra e l’orbita. È uno sviluppo da seguire con attenzione se si vuole comprendere i futuri assetti dell’AI e delle infrastrutture tecnologiche globali.