La recente divulgazione di milioni di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense ha portato alla luce un capitolo oscuro che intreccia il mondo delle startup EV, la corona britannica e figure ormai compromesse. In particolare, emerge il ruolo chiave di David Stern, consigliere vicino all’allora Principe Andrea, nei tentativi di coinvolgere Jeffrey Epstein nella fase di finanziamento delle più promettenti startup nel settore delle auto elettriche.

Il contesto: crisi di liquidità per Lucid Motors e impasse nel mercato EV

Nel 2017, Lucid Motors era alla ricerca di un lead investor per la sua Serie D, con Ford indicata tra i candidati principali.

Tuttavia, il controllo di circa il 30% delle quote da parte di Jia Yueting, fondatore di Faraday Future, bloccava nuovi ingressi di capitale. Fu in questo contesto che Stern scrisse a Epstein, osservando che “Ford will likely be lead in $400 m Series D in Lucid. Big strategic move,” e aggiungendo che Jia “has massive cash issues” e doveva “sell now to make payroll”.

Attraverso Monstera, un fondo creato da Stern, venne avanzata un’offerta per acquisire circa il 32% della società spendendo 300 milioni di dollari, con l’intenzione di rivendere la partecipazione una volta che un investitore strategico — in quel momento Ford — fosse entrato nel round. Alla fine, Lucid chiuse la Serie D solo nell’agosto 2018 grazie a un investimento multimiliardario del Public Investment Fund saudita.

Oltre Lucid: Faraday Future e Canoo nella strategia di Stern

Stern non si limitò a Lucid. Fece pressioni per coinvolgere Epstein anche in Faraday Future, nel momento stesso in cui la società attraversava una crisi finanziaria acuta. Stefan Krause, ex CFO di BMW e Deutsche Bank chiamato a risanare Faraday, indirizzò direttamente a Epstein un appello: “great chance to build a better Tesla”.

Successivamente, seguì un altro tentativo sul nascente progetto Canoo. Inviando del materiale a Epstein nel giugno 2018, Stern ricevette una risposta secca: “fun”. Epstein, tuttavia, dichiarò nel 2018 di non avere alcun interesse diretto o indiretto nella startup.

Chi è David Stern: il consigliere discreto di Pitch@Palace

L’identità di Stern è rimasta a lungo nell’ombra: descritto come un “ghost” nel contesto dell’iniziativa Pitch@Palace del Principe Andrea, aveva un background trasversale tra Europa, Cina e finanza globale. Intervenne per la prima volta nella comunicazione con Epstein nel 2008 (un mese prima della condanna per Epstein), proponendo la creazione di AGC Capital per investimenti in Cina.

Ripercussioni e implicazioni reputazionali nel fintech e nell’innovazione

Sebbene non sia chiaro se Epstein abbia effettivamente preso parte a questi investimenti, la strategia stessa apre uno squarcio su come settori in rapida espansione – in particolare le EV – possano attrarre figure controverse grazie a canali discreti e influenti.

Il coinvolgimento di intermediari come Stern mette in luce i rischi reputazionali che possono accompagnare la necessità di capitali urgenti.

Allo stesso tempo, mostra come l’ecosistema delle startup possa risultare vulnerabile agli intrecci tra interesse tecnologico e potere personale, estendendo il dibattito sulla governance degli investimenti high-stakes e le ondate della mobilità elettrica.

In definitiva, i documenti rivelano una rete di connessioni trasversali: un consigliere dell’ex Principe Andrea, operante nei contesti globali di finanza e tecnologia, che cerca di usare l’accesso a Jeffrey Epstein per sbloccare operazioni chiave nell’industria EV. Un episodio che, pur essendo confinato nel passato recente, getta una luce inquietante sui margini nascosti di un’epoca di accelerazione industriale e innovazione.