L'attivista ambientale Erin Brockovich ha lanciato un'iniziativa contro l'opacità nella costruzione dei data center negli Stati Uniti. Nota per il suo caso legale contro la Pacific Gas & Electric, Brockovich si focalizza sulla trasparenza nei progetti di data center, legati all'intelligenza artificiale. Ha creato una mappa dei data center, un "work in progress" basato su segnalazioni comunitarie. L'iniziativa segue un appello pubblico che ha generato quasi 4.000 resoconti nel primo mese. La "trasparenza" è preoccupazione, superando rumore e consumo idrico.
Segretezza e responsabilità dei progetti
L'attivista non si oppone a data center o intelligenza artificiale, ma critica la segretezza dei progetti. I permessi sono spesso ottenuti prima dell'annuncio pubblico. Si denunciano sviluppatori non collaborativi e funzionari locali che firmano accordi di non divulgazione, tenendo all'oscuro i residenti.
Piattaforma di denuncia e preoccupazioni
Il sito "Brockovich AI Data Center Reporting" consente ai residenti di segnalare data center operativi o in progetto. Al 24 maggio 2026, sono stati segnalati 2.716 siti (33 AI operativi, 44 in costruzione). Le preoccupazioni includono consumo energetico, uso di acqua e inquinamento acustico, in particolare l'infrasuono.
Opposizione pubblica e moratorie
L'opposizione pubblica è crescente: il 70% degli americani si oppone alla costruzione di data center vicino alle proprie case, un aumento del 23% in sei mesi. Almeno 69 giurisdizioni hanno imposto moratorie per valutarne l'impatto.
L'iniziativa di Erin Brockovich richiama a responsabilità e trasparenza, evidenziando il coinvolgimento comunitario per la sostenibilità dello sviluppo.