Uber sta ridefinendo il proprio ruolo, evolvendo da semplice servizio di corse a una piattaforma più ampia, ma con una strategia ben definita. Sachin Kansal, Chief Product Officer, ha illustrato come l'azienda stia estendendo la sua offerta includendo hotel, noleggi barca, servizi finanziari e infrastrutture per veicoli autonomi, pur mantenendo l'obiettivo di non essere "tutto per tutti". Un approccio calibrato privilegia integrazioni chiave e competenze distintive.

Viaggi: il terzo pilastro della piattaforma

Il settore dei viaggi emerge come il terzo pilastro della piattaforma Uber, affiancando i servizi di "rides" ed "Eats".

Con 1,5 miliardi di spostamenti annuali fuori casa, sono state introdotte le prenotazioni hotel, con profonda integrazione con Expedia. Altri servizi, come i noleggi barca e le funzioni “shop for me”, sono stati implementati come integrazioni meno strutturate, delegate a partner.

Fintech su misura: Uber Pro Card e crediti

Nel segmento finanziario, Uber avanza con prodotti mirati. Per driver e corrieri, la Uber Pro Card è una carta di debito per trasferire direttamente i guadagni. Per i consumatori, il sistema si basa sui crediti Uber, strettamente legati al programma membership: ad esempio, la prenotazione di un hotel da 1.000 dollari garantisce 100 dollari in crediti, spendibili per corse o ordini "Eats".

Hybrid network e AV Labs: il ponte tra umano e robot

Uber non ambisce a diventare un fornitore diretto di veicoli autonomi di livello L4, ma intende fungere da infrastruttura per questi attori, attraverso la visione dell'«hybrid network». L'azienda sta sviluppando AV Labs, una business unit dedicata alla raccolta di dati di guida reali e a operare come hub tecnico per i partner AV. Questo settore vede Uber impegnata in relazioni complesse, tra cooperazione e competizione con aziende come Waymo.

L'AI al servizio dell'utente, senza eccessi

L'intelligenza artificiale (AI) migliora la user experience con strumenti concreti. Un “earner assistant” guida i driver verso zone ad alta domanda; un “grocery cart assistant” facilita la spesa.

Un sistema vocale permette agli utenti di richiedere corse a voce, segnando un'evoluzione graduale verso un agente capace di “plan and book my whole trip”, senza fretta né hype.

Selezione strategica: non "tutto per tutti"

La filosofia di Uber è chiara: non vuole «essere tutto per tutti». Alcuni prodotti, come il “buy-now-pay-later”, vengono gestiti tramite partnership con esperti del settore, evitando di disperdere risorse su fronti non core e mantenendo il focus sulle competenze distintive.

In sintesi, Uber evolve con discernimento. L'idea di super-app è declinata in maniera pragmatica, investendo dove c'è sinergia con base clienti, silos operativi e asset informativi. Si integra profondamente quando necessario e si affida a chiamate esterne per maggiore efficienza.

Una base infrastrutturale per i veicoli autonomi viene preparata, mantenendo agilità e senza ridefinirsi fornitore primario di mobilità auto-guidata. Uber si trasforma da semplice app per spostarsi a strumento per orchestrare la vita in movimento, nei limiti della propria expertise.