King’s Cross, un tempo uno dei quartieri più degradati di Londra, noto negli anni ’80 per spaccio e criminalità, ha completato una straordinaria metamorfosi, emergendo oggi come uno dei principali hub globali per l’intelligenza artificiale. Questa trasformazione è iniziata nel 2016 con l’arrivo di DeepMind, acquisita da Google, che ha catalizzato un vivace ecosistema di startup. Aziende come OpenAI, Anthropic, Meta, Isomorphic Labs, Cusp AI, Recursive, Synthesia e Wayve si sono stabilite nell'area, ora conosciuta come “Knowledge Quarter”.
Il ruolo di DeepMind e il Knowledge Quarter
L’ecosistema londinese dell’AI gravita attorno a DeepMind. Nel 2014, l'azienda condizionò la sua acquisizione da parte di Google al mantenimento della sede nella capitale, generando un effetto catalizzatore. Ex dipendenti e nuove startup hanno iniziato a popolare il distretto, creando una concentrazione senza precedenti di talenti, capitali e ambienti innovativi. Il “Knowledge Quarter” di King’s Cross ospita oggi istituzioni di rilievo come la UCL, l’Alan Turing Institute e la British Library, affiancando DeepMind e altre organizzazioni tecnologiche.
Espansione e domanda di spazi per l'AI
L’espansione delle startup AI a Londra è evidente nella crescente domanda di spazi.
Dall’inizio di giugno, le aziende del settore hanno acquisito oltre 1 milione di piedi quadrati di uffici. A King’s Cross, i prezzi per gli spazi più ampi sono aumentati del 18% in tre anni, con un tasso di vacanza sceso a un minimo dello 0,9%. Tra le acquisizioni più significative, OpenAI ha firmato un contratto per 88.500 piedi quadrati, Anthropic ha prenotato 158.000 piedi quadrati e ha quadruplicato il personale da 200 a 800, mentre Databricks si è assicurata 136.000 piedi quadrati.
Supporto pubblico e infrastrutture strategiche
L’ecosistema è ulteriormente alimentato da attori istituzionali. L’AI Safety Institute (AISI), istituito nel 2023 dal governo britannico, valuta i modelli avanzati per garantirne la sicurezza, coinvolgendo giganti come OpenAI, Anthropic e Google DeepMind.
Parallelamente, Oxford e UCL hanno ricevuto fino a 60 milioni di sterline in finanziamenti governativi per sviluppare laboratori AI pratici con accesso a computing su larga scala. Un programma da 750 milioni di sterline è inoltre in corso per ospitare un supercomputer eterogeneo nazionale, rafforzando la sovranità tecnologica del Regno Unito.
Iniziative private e spazi di co-working
King’s Cross è anche sede di importanti iniziative private. “Ignite London” presso il Jellicoe è un hub deep-tech che supporta startup AI e deep-tech con mentorship, networking e supporto commerciale. Google, dal canto suo, si trasferirà nel 2026 nella nuova sede “Platform 37”, che includerà The AI Exchange, uno spazio pubblico dedicato a eventi e formazione sull’intelligenza artificiale.
Leadership globale e focus sull'AI Safety
L’attenzione del Regno Unito alla sicurezza dell’AI posiziona Londra come un polo distintivo rispetto a San Francisco e Pechino. Organizzazioni come AISI, Apollo Research e GovAI contribuiscono a consolidare un approccio etico e responsabile, differenziando il modello britannico da quello più orientato alla mera competizione tecnologica.
Verso l'autonomia tecnologica europea
La decisione di Anthropic di limitare l’accesso ad alcuni modelli è stata un “promemoria netto”, come sottolineato da Saul Klein, un VC locale, della necessità per l’Europa di non dipendere da servizi esterni, ma di costruire capacità proprie. King’s Cross è riconosciuta come il luogo concreto dove questa costruzione di sovranità AI sta prendendo forma.
Oggi, fondatori come Simon Kohl (Latent Labs) e Alex Kendall (Wayve) considerano King’s Cross una scelta ovvia per avviare aziende AI. La capacità di crescere a livello globale, attrarre talenti e capitali di livello mondiale, e mantenere una forte competitività su scala internazionale, rende il distretto un punto di riferimento.
Da quartiere problematico a centro di innovazione, King’s Cross si è affermata come un asset strategico per il Regno Unito. Il suo ecosistema AI, maturo e in forte espansione, integra startup, infrastrutture pubbliche, istituzioni accademiche e filoni culturali, proiettando Londra tra i principali poli mondiali per l’intelligenza artificiale.