La Network School, una comunità per nomadi digitali fondata dall'investitore statunitense ed ex CTO di Coinbase, Balaji Srinivasan, ha ricevuto un ordine di chiusura dalle autorità malesi. Situata a Forest City, questa struttura, che si presentava come una "comunità di frontiera per tecno-ottimisti", era stata concepita come un incubatore tecnologico e un ritiro per l'auto-miglioramento.
La decisione delle autorità malesi
La revoca della licenza commerciale da parte del Consiglio Comunale di Iskandar Puteri ha portato all'ordine di cessazione di tutte le operazioni a partire dal 22 luglio.
Il Primo Ministro del Johor, Onn Hafiz Ghazi, ha dichiarato che la decisione è stata presa a seguito di un'attenta revisione dei rapporti di ispezione, dei risultati delle indagini e delle rappresentazioni presentate dalla società, sottolineando che l'azione esecutiva si concretizza solo dopo la verifica di reclami, l'identificazione di non conformità e il completamento dei processi legali. Ha aggiunto che la durata dell'operatività di una struttura non garantisce la piena conformità alle condizioni di licenza.
Controversie e questioni di conformità
Srinivasan ha respinto le notizie sulla chiusura come "fake news", affermando che l'organizzazione aveva ricevuto solo due avvisi relativi a problemi di licenza.
Il primo riguardava la modifica della formulazione su un'insegna, mentre il secondo concerneva la licenza di un sito di coworking creato unendo due unità adiacenti. Ha anche criticato l'ispezione dell'immigrazione, sostenendo che accuse anonime sui social media riguardo alla presenza di migranti illegali avevano indotto le autorità a ispezionare il sito e verificare i passaporti, inclusi quelli dei titolari di doppio passaporto, i cui documenti sono risultati in regola.
Ispezioni e richieste governative
Le ispezioni condotte dal Dipartimento dell'Immigrazione malese hanno accertato che 266 membri stranieri della Network School erano in possesso di documenti di viaggio validi, a seguito di segnalazioni online che ipotizzavano la presenza di cittadini israeliani in violazione delle leggi locali.
Ulteriori controlli di conformità sono tuttora in corso. Il governo dello stato del Johor ha esortato il Ministero degli Affari Interni, il Dipartimento dell'Immigrazione, la Polizia Reale Malese e le agenzie di sicurezza a proseguire le indagini su potenziali usi impropri di secondi passaporti, false dichiarazioni di identità, violazioni delle condizioni di ingresso o altre infrazioni. Ha inoltre richiesto di rafforzare le procedure di "due diligence", includendo controlli sui precedenti, verifica della proprietà, fonti di finanziamento e strutture operative delle aziende.
Il futuro della Network School: il Kazakhstan
Nonostante le problematiche in Malesia, Srinivasan ha annunciato un memorandum d'intesa con la Repubblica del Kazakhstan per l'istituzione di un nuovo campus.
Questo nuovo progetto, secondo Srinivasan, offrirà visti accelerati, una semplificazione delle procedure di ridomiciliazione e un reclutamento attivo di talenti globali. La Network School era stata lanciata da Srinivasan nell'agosto 2024 come una comune residenziale per nomadi digitali e startup, descritta come "una bellissima isola vicino a Singapore" dove si stava costruendo una comunità incentrata su "learn, burn, earn and fun", ovvero educazione continua, fitness, sviluppo di carriera e costruzione di comunità. L'affitto mensile era fissato a 1.000 dollari con coinquilini o 2.000 dollari per una sistemazione individuale.
La vicenda della chiusura della Network School in Malesia solleva interrogativi cruciali sulla gestione delle comunità per nomadi digitali e sull'importanza delle regolamentazioni locali. Mentre le autorità malesi rafforzano i controlli, l'espansione in Kazakhstan segna un nuovo capitolo per il modello di "network state" proposto da Srinivasan.