Basta spegnere il telefonino all'estero o rifugiarsi in call center poco raccomandabili. Infatti, giovedì 3 aprile 2014, il Parlamento europeo ha votato a Bruxelles con 534 voti favorevoli e 25 contrari a favore l'abolizione delle tariffe di roaming delle compagnie telefoniche (la tariffa supplementare per chi usa i cellulari all'estero), sia per quanto riguarda il traffico dati sia quello voce; entro ottobre si pronuncerà il Consiglio dei ministri dell'Unione Europea per confermare questa decisione.

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La vicepresidente della Commissione Europea, Neelie Kroes, ha commentato con soddisfazione che questo voto del Parlamento europeo è un aiuto grande e concreto per i cittadini, "l'UE è proprio questo: eliminare le barriere per semplificare la vita e ridurre i costi". Entro Natale 2015, quindi, il Parlamento europeo abolirà definitivamente le tariffe di roaming, prima di questa data, però, più precisamente entro fine 2014, secondo la Commissione, toccherà agli Stati membri proseguire l'esame del regolamento.

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La Commissione, nel settembre del 2013 propose il regolamento sulle telecomunicazioni per la realizzazione di un Continente connesso, riducendo di molto la distanza per la realizzazione di un mercato unico europeo delle telecomunicazioni, in modo tale da permettere a tutti una connessione internet aperta, la concessione di frequenze per la banda larga senza fili, una trasparenza maggiore dei contratti per gli utenti d'internet e la possibilità di passare più facilmente da un fornitore all'altro.

Neelie Kroes continua su questo ambito: "Le imprese, dal canto loro, devono poter servire tutti noi e questo regolamento le aiuta a farlo. Si tratta di una soluzione vantaggiosa per tutti".

Per gli esperti, però, la cancellazione delle tariffe di roaming farebbe perdere alle aziende di telecomunicazioni il 5 per cento dei loro profitti, anche se secondo la commissione europea il maggior uso dei telefonini all'estero da parte degli utenti compenserà queste perdite.

Infatti, una ricerca della commissione europea indica che il 94% dei cittadini dell'Ue disattiva la navigazione online quando viaggia in Europa.

Nel concreto, la riforma stabilisce che, se un cittadino europeo si sposta in un altro Paese dell'Unione Europea, il costo di una telefonata o del traffico su internet non cambia. Già l'anno scorso il Parlamento aveva costretto le aziende ad abbassare le tariffe da 70 centesimi per megabyte a 45 centesimi per megabyte.

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Al tempo stesso il Parlamento europeo ha approvato alcuni emendamenti presentati da socialisti, liberali e verdi per il mantenimento della neutralità della rete, come scrive Davide Mayer su "Gigaom". Secondo i sostenitori della neutralità della rete i dati online devono circolare liberamente, a prescindere dalla loro origine, della destinazione e dal contenuto.

Questa presa di posizione da parte del Parlamento europeo può essere davvero epocale e farci sentire davvero tutti un po' più europei.

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