Tornano le penali da pagare in caso di recesso da un contratto sottoscritto con un operatore telefonico, sia esso Tim, Vodafone, Wind, 3 Italia, etc? La questione è tornata improvvisamente in auge per un disegno di legge, datato 20 febbraio scorso, che pone nuovamente all'attenzione degli italiani l'annoso problema. Come senz'altro saprete, attualmente in Italia si applica la legge Bersani che risale al 2007, secondo la quale l'utente non deve corrispondere alcuna penale in caso di passaggio ad un altro operatore telefonico. Ma le cose potrebbero cambiare nel giro di brevissimo tempo.

    Penali per cambio operatore: spunta una norma del nuovo ddl che va in conflitto con la Legge Bersani

    E' il comma 3 dell'articolo 16 del nuovo disegno di legge del 20 febbraio 2015 ad aver lanciato l'allarme tra le associazioni dei consumatori che vedono sorgere nuovamente un 'pericolo' all'orizzonte. Il Ministero dello Sviluppo Economico si è subito affrettato a precisare che la nuova normativa riguarderebbe solo i costi in uscita dalle promozioni, ma il consiglio che viene dato è quello di prestare particolare attenzione, da oggi in avanti, per quanto riguarda il cambio di 'gestore telefonico', sia esso Tim, Wind, Vodafone, 3 etc...Questo perchè la norma contenuta nel nuovo disegno di legge parla di 'eventuale penale equa e proporzionale' da corrispondere  in caso di risoluzione del contratto: con i termini 'equa e proporzionale', ci si riferisce al valore del contratto sottoscritto con quel determinato operatore e alla durata residua della promozione a cui il cliente ha aderito. E', dunque, chiaro che si parla di una penale che l'utente è tenuto a corrispondere in caso di risoluzione anticipata del contratto e questa definizione va decisamente in contrasto con la normativa Bersani.

    Tim, Vodafone, Wind, Tre: ecco cosa devono sapere i clienti

    Secondo quanto consigliato sul numero odierno de 'IlSole24ore', sarebbe meglio che l'utente, prima di sottoscrivere un contratto con qualsiasi operatore telefonico (Tim, Vodafone, 3, Wind etc..), richieda attente informazioni in merito all'ammontare di eventuali penali e costi di recesso, soprattutto se il contratto che si va a sottoscrivere comprende l'acquisto di uno smartphone. Inoltre, molti clienti non sanno che esistono delle normative particolarmente severe a cui devono sottostare gli operatori telefonici, specie se i contratti vengono conclusi per via telefono: in questo caso, l'utente è tenuto a sapere con chi sta parlando e dev'essere portato a conoscenza di tutte quelle informazioni relative al diritto di recesso. Quest'ultimo è un aspetto molto importante, in quanto se l'operatore telefonico non dovesse ottemperare a quest'obbligo o lo facesse in maniera molto vaga, il diritto di recesso andrebbe addirittura ad allungarsi di un anno, oltre ai consueti quattordici giorni previsti dalla legge.