La guerra alle telefonate indesiderate entra in una nuova fase. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha aperto una consultazione pubblica di 45 giorni per introdurre, a partire da febbraio 2026, una novità destinata a cambiare il modo in cui riconosciamo chi ci chiama: l’utilizzo di numerazioni a tre cifre come identificativo certo del mittente. Il nuovo sistema sarà messo a disposizione di aziende, banche, assicurazioni e operatori telefonici con un obiettivo chiaro: aumentare la trasparenza e rendere immediatamente riconoscibile il soggetto che effettua una chiamata o invia un messaggio.
Oggi, infatti, i numeri brevi possono essere usati solo per ricevere telefonate, non come “firma” del chiamante. Con la riforma, questo limite verrà superato.
Numeri brevi solo per soggetti autorizzati
Al termine della consultazione, le imprese potranno utilizzare i numeri a tre cifre già assegnati oppure richiederne di nuovi. La caratteristica chiave è che queste numerazioni saranno valide esclusivamente sul territorio nazionale e associate a soggetti autorizzati che operano sulla rete italiana. In questo modo, si riduce drasticamente il rischio di impersonare aziende italiane e si tagliano fuori le chiamate provenienti dall’estero, spesso all’origine delle frodi più insidiose.
Un tassello della strategia anti-spam
La riforma del piano di numerazione si inserisce in una strategia più ampia messa in campo da Agcom per contrastare il telemarketing aggressivo. Dopo il primo filtro anti-spam introdotto la scorsa estate per bloccare le chiamate dall’estero che utilizzavano numeri fissi italiani, a novembre è arrivata la stretta anche sui numeri di cellulare.
Come funziona il filtro anti-spoofing
Il meccanismo, noto come filtro anti-spoofing, è obbligatorio per tutti gli operatori attivi in Italia, sia su rete fissa sia mobile. Agisce sull’intera infrastruttura di rete: l’utente non deve installare app, fare richieste o modificare impostazioni. Tocca ai gestori dotarsi delle soluzioni tecniche necessarie per intercettare e bloccare le chiamate sospette prima che arrivino a destinazione.
Effetto rimbalzo: aumentano le chiamate dall'estero
Con l’inasprimento dei filtri, si registra però un aumento delle chiamate moleste da numeri esteri, fissi o mobili. Su queste comunicazioni la normativa italiana può intervenire solo in parte, ma il prefisso straniero le rende comunque più facilmente individuabili. Crescono anche i contatti illeciti via sms, app di messaggistica e piattaforme come WhatsApp, canali che restano comunque sotto osservazione delle autorità.
Sanzioni e obblighi per il telemarketing
Le nuove regole non si applicano alle società di telemarketing regolarmente iscritte al Registro degli Operatori di Comunicazione (Roc). Chi non si iscrive entro 60 giorni dall’avvio dell’attività rischia sanzioni fino a 50mila euro e il blocco dell’operatività.
L’obbligo riguarda non solo i call center, ma anche i soggetti terzi che utilizzano i loro servizi, con l’indicazione di tutti i numeri nazionali impiegati, inclusi i numeri verdi.
Registro pubblico delle opposizioni: l'altra difesa
Resta infine attivo il Registro pubblico delle opposizioni, strumento chiave contro il telemarketing illegale. Dal 2022 è possibile iscrivere gratuitamente anche il numero di cellulare, annullando i consensi pubblicitari rilasciati in passato. L’iscrizione consente di bloccare, a tempo indeterminato, sia le chiamate dei call center sia quelle automatizzate. Con i numeri a tre cifre e i filtri anti-spoofing, Agcom alza ulteriormente il livello di guardia: la promessa è un telefono che squilla meno, ma soprattutto in modo più chiaro e sicuro.