Premiare le aziende che investono nell’uguaglianza di genere conviene anche sul piano fiscale. È questo l’obiettivo dello sgravio contributivo INPS legato alla Certificazione della parità di genere. Con il messaggio INPS n. 3804 si riapre la campagna per l’accesso all’agevolazione, rivolta ai datori di lavoro privati certificati entro il 31 dicembre 2025.

Bonus Inps parità di genere: come funziona lo sgravio

Nel dettaglio, lo sgravio prevede:

  • riduzione dei contributi previdenziali in misura non superiore all’1% della contribuzione datoriale complessiva;
  • tetto massimo di 50.000 euro annui per ciascun beneficiario, riferito al medesimo codice fiscale;
  • accesso riservato esclusivamente ai datori di lavoro privati in possesso della Certificazione della parità di genere, rilasciata da organismi accreditati ai sensi della prassi UNI/PdR 125:2022;
  • durata del beneficio coincidente con il periodo di validità della certificazione, fino a un massimo di 36 mesi.

Alle aziende per le quali l’INPS riconosce il beneficio viene attribuito il codice di autorizzazione “4R”, necessario per la fruizione dell’esonero contributivo a partire dal primo mese di validità della certificazione.

Cos'è la certificazione della parità di genere

La Certificazione della parità di genere è un attestato ufficiale che certifica l’adozione, da parte delle aziende, di politiche e misure concrete volte a ridurre il divario di genere, in particolare su retribuzioni, carriere e conciliazione vita-lavoro.

La certificazione:

  • può essere rilasciata esclusivamente da Organismi di certificazione accreditati ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008;
  • deve essere conforme alla prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022;
  • deve riportare il marchio UNI e quello dell’Ente di accreditamento;
  • ha una validità di tre anni, salvo revoca o rinuncia.

È importante non fare confusione: la mera presentazione del Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile, previsto dall’articolo 46 del Codice delle pari opportunità, non consente l’accesso allo sgravio contributivo INPS, anche se effettuata su base volontaria.

Solo il possesso della Certificazione della parità di genere consente di beneficiare dell’agevolazione.

Domanda sgravio Inps: tempi e modalità

I datori di lavoro privati che intendono accedere allo sgravio contributivo devono rispettare due scadenze fondamentali:

  • conseguire la Certificazione della parità di genere entro il 31 dicembre 2025;
  • presentare la domanda di esonero entro il 30 aprile 2026.

L’istanza va presentata esclusivamente in modalità telematica tramite il Portale delle Agevolazioni INPS, indicando come anno di riferimento il 2025; ai fini dell’ammissibilità fa fede la data di rilascio della certificazione, che non può essere successiva al 31 dicembre 2025.

Quali dati inserire nella richiesta

In fase di compilazione della domanda di esonero, il datore di lavoro deve indicare una serie di informazioni obbligatorie, tra cui:

  • dati identificativi del datore di lavoro (codice fiscale e matricola INPS);
  • retribuzione media mensile globale stimata relativa al periodo di validità della Certificazione della parità di genere;
  • aliquota contributiva datoriale media stimata riferita allo stesso periodo;
  • forza aziendale media stimata nel periodo di validità della certificazione;
  • dichiarazione sostitutiva attestante il possesso della Certificazione della parità di genere, con indicazione dell’identificativo del certificato, dell’ente che lo ha rilasciato e del periodo di validità.

Un aspetto delicato riguarda la retribuzione media mensile globale, spesso fraintesa.

Non si tratta della retribuzione media di un singolo lavoratore, bensì della somma complessiva delle retribuzioni mensili medie corrisposte (o da corrispondere) a tutti i lavoratori in forza nel periodo di validità della certificazione.

Dopo l'invio: cosa fa l'Inps

Dopo l’invio, la domanda resta nello stato “trasmessa” fino alla chiusura della finestra di presentazione (30 aprile 2026).

Al termine dell’elaborazione massiva:

  • l’INPS comunicherà l’importo dell’esonero effettivamente riconosciuto, visibile direttamente nel modulo di istanza presente nel Portale delle Agevolazioni;
  • il Dipartimento per le Pari opportunità trasmetterà all’INPS l’elenco dei datori di lavoro privati in possesso della Certificazione della parità di genere valida;
  • in caso di mancato rispetto dei requisiti previsti per la certificazione, la domanda non potrà essere accolta.

Si ricorda inoltre che la misura è finanziata entro un limite di spesa complessivo pari a 50 milioni di euro annui.

Qualora le richieste ammissibili superino tale plafond, l’ammontare dell’esonero sarà ridotto proporzionalmente per tutti i beneficiari, con attribuzione dello stato di “Accolta parziale”.

Serve una nuova domanda per le aziende già beneficiarie?

I datori di lavoro privati che hanno già presentato domanda nelle precedenti campagne e che sono ancora in possesso di una Certificazione della parità di genere valida non devono ripresentare l’istanza, poiché l’esonero contributivo è riconosciuto automaticamente per l’intero periodo di validità della certificazione (36 mesi).

È tuttavia prevista la possibilità di rinunciare al beneficio già riconosciuto e presentare una nuova domanda nell’ambito della campagna in corso qualora, nella richiesta precedente, siano stati indicati dati errati o anomali che abbiano comportato il riconoscimento di un importo di esonero inferiore a quello spettante.

In tal caso, il datore di lavoro dovrà:

  • rinunciare formalmente alla domanda già accolta (anche parzialmente);
  • presentare una nuova istanza secondo le modalità previste.