Novello Messia per le strade di Torino. Da un po' di giorni nel capoluogo piemontese si aggira un uomo che, nelle fattezze e negli abiti, ricorda il Gesù di Nazareth di memoria cinematografica: sandali ai piedi, un saio come vestito, la testa coperta da un copricapo e sotto capelli lunghi e barba incolta. Anche negli atteggiamenti l'uomo appare simile al nazareno: dispensa abbracci, sorrisi, parole salvifiche e versi evangelici, ma in aggiunta concede anche foto ai passanti curiosi.

Il giovane, probabilmente sulla trentina, è già diventato una star sui social network. Ha anche una pagina su Facebook, intitolata 'Jesus in Turin', che adibisce a diario dove raccoglie aneddoti ed esperienze che vive girando per il centro di Torino nei panni del Messia. Ha già raccolto 8mila 'like'.

L'iniziativa dell'uomo, che non vuole rivelare il suo nome, ha raccolto su di sé molta attenzione.

A tanti quest'idea è andata gradita, anche a suore, preti ed altri pellegrini che si trovano a Torino per far visita alla Sacra Sindone, esposta nel Duomo. Molti sono i turisti che si fermano a fare selfie con lui. Non si sa bene se l'iniziativa dell'uomo sia una provocazione o puro mezzo di guadagno. Sicuramente questa singolare trovata gli consente di conquistare una certa visibilità oltre che a racimolare qualche soldo, utile soprattutto perché dietro ai panni del finto Messia si cela l'identità di un autore teatrale che, prima di restare senza lavoro, faceva il montatore cinematografico.

Nelle sue peregrinazioni, l'uomo porta con sè un cesto per raccogliere le offerte che i passanti vogliono concedergli, o che lui chiede (senza troppa insistenza) per poter fare in cambio delle foto insieme. Affissa al cesto sta l'ironica scritta 'Jesus Crowdfounding', con chiaro riferimento alle raccolte fondi proprie di alcuni siti web.

Seppure l'iniziativa del novello Gesù, come si è detto, ha riscontrato diversi sostenitori e simpatie, di diverso parere risultano le forze dell'ordine che, su sollecitazione di alcuni fedeli infastiditi dalla presenza dell'uomo, lo hanno fermato e portato in questura ben cinque volte.

Lo stesso giovane descrive la vicenda sulla sua pagina Facebook. Spiega di aver chiesto agli agenti il motivo del fermo e la natura della legge violata nell'esercitare quell'attività. La risposta dei poliziotti è stata che ciò che viene trasgredito è il 'buon senso'. L'incontro in questura per ora si è risolto pacificamente e senza conseguenze penali. Sta di fatto che il giovane continua ad aggirarsi per le vie del capoluogo piemontese: fra Piazza Castello e il Duomo, all'ombra della Mole, tra via Verdi e piazza Vittorio Veneto e lungo i Murazzi del Po.

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