Inedito in Italia (non per molto), di grandissima presa sul pubblico d'oltreoceano e osannato dalla critica, cosa differenzia True Detective dal genere thriller/poliziesco propinato in tutte le salse dal mainstream televisivo? Intanto, per dovere di cronaca, la mini serie degli otto (imperdibili) episodi può contare su Barack Obama come fan d'eccezione, il quale non ha mancato di chiedere il dvd dei primi episodi direttamente a Richard Papler, responsabile della rete tv HBO, mentre era ospite alla Casa Bianca.



Scritti da Nic Pizzolatto, già autore di Galveston, bel romanzo pubblicato in Italia da Mondadori, magistralmente diretti da Cary Joji Fukunaga, gli otto episodi racchiudono un intreccio che, a un primo approccio, non sembrerebbe fuori dall'ordinario: due detective sono alle prese con un delitto rituale avvenuto in Louisiana, dipanandosi nella fosca provincia americana attraverso un flashback narrato dagli stessi protagonisti. Rust Cohle (Matthew Mc Conaughey, l'attore premiato agli Oscar per "Dallas Buyers Club") e Martin Hart (Woody Harrelson), investigatori surreali e strampalati come mai sul piccolo schermo, indagano su un atroce delitto compiuto nel 1995, per raccontarne intrighi e retroscena diciassette anni dopo.



Ripartita in otto puntate questa, tout court, è la trama; tuttavia, la straordinarietà del serial è nella sua "scrittura", un viaggio segmentato attraverso le segrete sfaccettature dell'animo umano, quasi un thriller metafisico (ricordate il "Grande Sonno" di Raymond Chandler?). Echi di Nietzsche, James Ellroy e Camus, tratteggiano sapientemente l'uomo comune chiuso nella solitudine della società postmoderna, sottoposto inesorabilmente agli eventi della vita e della morte, con quell'acutezza nelle battute che rievoca la migliore tradizione degli american movies, le stesse paure ancestrali ripiombate nel Duemila. Questa è la qualità della scrittura televisiva di Pizzolatto.



Oltre il piano temporale - l'azione che si dilata in diciassette anni, mentre i due maturano, modificando le rispettive scelte di vita - se aggiungiamo l'ambientazione, il background geografico - invece dei suburbi newyorchesi o delle strisce d'asfalto a Los Angeles - gli episodi di True Detective si svolgono in uno scenario atipico, il landscape secco e desolato della Louisiana, patria di New Orleans e del jazz, dell'indigenza e della negritudine, allora, scopriremo in otto puntate quel profondo sud che sconfina in Texas, Arkansas e Mississippi, vale a dire il "cuore di tenebra" dell'America.
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