Le statue in carne ed ossa non sono una favola, esistono realmente, Tommaso Rinaldi è un valido esempio di questa affermazione. Il ventiquattrenne, campione di tuffi ed uno degli attuali concorrenti dello show Si può fare! condotto da Carlo Conti, ha rilasciato sulla nota rivista Grand Hotel un'intervista in cui ha parlato della sua vita e delle sue sofferenze e stenti, per arrivare dov'è adesso. Il giovane ha confessato che i suoi 24 anni li ha passati tra la piscina e gli allenamenti in palestra, addirittura affermando che il suo primo tuffo lo ha fatto ancor prima che imparasse a camminare. Il ragazzo conosce perfettamente ogni fascia muscolare del proprio corpo e sa tutto riguardo i calcoli calorici e l'indice di massa corporea.

Alimentazione controllata, ma i risultati si sono visti

"Sono cresciuto-ha confessato Tommaso- in un ambiente in cui alimenti come pasta e riso erano chiamati carboidrati, mentre il pesce e la carne erano denominate proteine. Gli altri mangiavano, io mi alimentavo". Nadia Accardi, inviata di Grand Hotel, ha chiesto al giovane cosa intendesse dire con tale frase, ecco la risposta: "Voglio dire che io mangio per migliorare le mie prestazioni atletiche, non per il piacere di farlo. Mi hanno insegnato che bisogna alzarsi da tavola con il languore ancora nel corpo, mai saziarsi durante un pasto!".

A Tommaso è stato poi domandato cosa succederebbe se mettesse su un po' di peso, lui ha affermato: "Non vorrei rischiare di perdere una gara, uno può far più fatica a nuotare, la differenza di peso si sentirebbe subito.

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Se sei leggero, le evoluzioni in acqua sono più facili e veloci". Poi è seguita un'ulteriore domanda interessante: "Hai vissuto così fin da bambino?". Tommaso ha confessato: "Certamente, Sono stato un bambino fortunato, con una famiglia che mi ha seguito e mi ha dato un'educazione alimentare. La mia prima gara l'ho fatta a 6 anni ed assistito da mio padre, anche se mia madre è stata la mia vera guida sportiva".

A questo punto Nadia Accardi ha chiesto al Rinaldi se anche sua madre fosse una sportiva, la risposta è stata la seguente: "Niente affatto, è una mamma normale, ma proprio per questo il tutto è stato ancora più bello. Fino all'età di 15 anni mi sono allenato a Roma, città in cui sono nato e cresciuto. Quando mi arrivò la proposta per entrare nel gruppo sportivo della Marina Militare di Trieste, fu proprio mia madre a spronarmi ad accettarla". Le è costato molto, del resto è dura far andare via da casa un ragazzino quindicenne". Riguardo il suo rapporto con gli amici e la sua vita privata, il giovane Tommaso ha detto questo: "Dedico la maggior parte della giornata ad allenarmi, quindi non ho neanche il tempo di farmi una birra con gli amici, anche per questo non sono impegnato sentimentalmente, in quanto non avrei il tempo da dedicare ad una ragazza. Confesso però di avere due sogni proibiti, ossia strafogarmi di cioccolata e mangiare un bel piatto di pasta all'amatriciana".