La cancellazione del programma di Luca Mercalli, climatologo e divulgatore scientifico di Che tempo che fa, è solo l’ultima di una lunga serie di epurazioni made in Rai: prima di lui cacciati senza tanti complimenti Massimo Giannini, i comici Lillo & Greg e Bianca Berlinguer, la storica giornalista del Tg3. La direttrice di Rai 3 Daria Bignardi ha decretato che Scala mercalli non andrà più in onda, dopo due anni di edificanti puntate e buoni risultati in termini di share. Ma quali i motivi reali?

Scala Mercalli andava controcorrente

“Call it magic, call it true...”: così cantano i Coldplay nel testo di Magic, scelta come colonna sonora delle puntate di Scala Mercalli; ad esser 'magica', però, è unicamente la velocità con la quale la Rai ha deciso di dare il ben servito all'esperto meteorologo, a ritmo di un colpo di spugna, vista la mole di lavoro che c'è dietro una trasmissione di qualità, senza considerare trasferte e riprese in giro per il mondo.

Una delle poche, se non la sola, che aveva il pregio di non adagiarsi semplicemente sulla superficie delle tematiche proposte, ma al contrario di offrire analisi realistiche e trasversali. Si trattava di un programma in grado di fare informazione scientifica con criterio e in modo obiettivo, iniziando a scuotere le coscienze di giovani e meno giovani riguardo problemi urgenti: dilemmi che, volenti o nolenti, le future generazioni si troveranno ad affrontare nei prossimi decenni.

L'indignazione corre via web e sfocia in una petizione su Change.org per chiedere che la trasmissione venga riaperta.

Dai cambiamenti climatici alla perdita della biodiversità passando per l'alimentazione sostenibile, dal picco del petrolio alla crisi idrica: Scala Mercalli proponeva una visione a 360 gradi dei devastanti problemi ambientali, intrecciati con la nostra società e ai quali dobbiamo far fronte; ci proiettava verso una più che probabile evoluzione futura degli eventi, suggerendo soluzioni alternative che potremmo mettere in pratica già da domani. Se lo volessimo.

Mercalli: Tav e trivelle argomenti scomodi

Lo spirito del programma era stato pienamente accolto e apprezzato dai telespettatori, tanto da attrarne un milione in media ogni sabato sera, peraltro in una fascia oraria non facile. Quindi perché è stato chiuso? "Abbiamo trattato argomenti che sono scomodi per qualsiasi governo, e il governo Renzi non fa certo eccezione. Basterebbe dire che siamo andati contro le trivelle e le grandi opere come la Tav e a favore di un'agricoltura sostenibile.

Abbiamo portato avanti un'informazione ambientale che non solo era rigorosa dal punto di vista scientifico, con interviste a grandi esperti di tutto il mondo" ha affermato Luca Mercalli nell'intervista all'Espresso.

Come dire, un disastro annunciato: negli scorsi mesi il climatologo era stato criticato da Aldo Grasso, che sul Corriere della Sera l'aveva definito un catastrofista, un gufo col cravattino.

Non si era fatta attendere la risposta di Mercalli, abituato a questo tipo di giudizi: "Gli attacchi che mi ha riservato in questi anni Grasso li porto ad esempio nelle mie lezioni all'università. Perché al di là dell'astio personale, che è un dettaglio, è il simbolo di un certo mondo giornalistico che non ha capito nulla della crisi ambientale. Non ha competenze per ribattere, e quindi si accontenta di denigrare”. Nell'intervista a Radio Popolare le parole del divulgatore scientifico trasudano rassegnazione: "La questione vera è che l’ambiente non interessa a nessuno. Non interessa al governo, che poi sente fastidio se qualcuno la tira fuori, non interessa ai cittadini.".

L'ambiente non interessa, eppure dipendiamo tutti da esso, nessuno escluso; la sensibilizzazione da parte dei canali istituzionali è importante, ma non indispensabile: forse dovremmo iniziare a cambiare le cose dal basso, senza aspettare invano che qualcuno lo faccia per noi.

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