Gianluca Neri si è difeso in aula, sottolineando di essere venuto in possesso di foto private di diversi vip, tra cui Elisabetta Canalis, mediante un sito che conteneva foto già hackerate. Il blogger ha aggiunto che non era sua intenzione vendere tali immagini: voleva solamente fare pettegolezzi con Selvaggia Lucarelli, poiché all'epoca aveva il pallino per George Clooney. 

Foto scattate in luoghi privati e non autorizzate

Gianluca Neri, blogger italiano, si dice innocente davanti ai giudici del Tribunale di Milano. Ieri, 9 settembre 2016, Neri ha ricordato che non voleva assolutamente vendere gli scatti (molti ritraenti Elisabetta Canalis e George Clooney) che, inoltre, aveva trovato nel sito 4chan.

Il blogger ha precisato che in tale sito c'erano diversi link che rimandavano a foto e video hackerati. I legali di Elisabetta Canalis, lo scorso maggio, hanno accusato Gianluca Neri, Guia Soncini e Selvaggia Lucarelli di furto di foto private di vip. Quelle foto, secondo gli avvocati Giuseppe Vaciago e Marco Tullio Giordano, sono state scattate in luoghi privati e per giunta non sono state autorizzate. 

Neri, dunque, ha riportato la sua versione dei fatti. Non è lui l'autore degli scatti non autorizzati e non ha mai voluto venderli. Quelle foto ritraenti la Canalis nella villa di Clooney in occasione del compleanno dell'attore americano si trovavano, secondo Gianluca Neri, in un 'raccoglitore' di contenuti hackerati, sul web. Il pm Grazia Colacicco, però, non la pensa come Neri: è convinta che le immagini siano state sottratte fraudolentemente. 

Il prossimo 10 ottobre 2016 ci sarà un'altra udienza

Il blogger amico di Selvaggia Lucarelli ha asserito, dinanzi ai magistrati, che lui non si è mai interessato di Gossip e con quelle foto voleva fare una sorpresa alla sua amica blogger, all'epoca ossessionata da George Clooney.

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Gianluca, insomma, non si è mai reso conto di avere tra le mani foto 'scottanti'. Sarà veramente così? Intanto il prossimo 10 ottobre 2016 ci sarà un'altra udienza. Selvaggia Lucarelli, Gianluca Neri e Guia Soncini devono rispondere, a vario titolo, dei seguenti reati: detenzione e diffusione di codici d'accesso, concorso in intercettazione abusiva, violazione della privacy ed accesso abusivo a sistema informatico.