Quando torna a far parlare di sé attira l'attenzione come solo pochi sanno fare. La persona di cui stiamo parlando è Fabrizio Corona, uno dei nomi più presi d'assalto da critici e media. Da qualche giorno infatti non si fa altro che parlare del ritorno tra le mura di San Vittore del Re indiscusso dei paparazzi. Risale ormai a più di una settimana la permanenza nella cella numero 109 del terzo raggio del carcere milanese. A fargli compagnia tra le mura del penitenziario vi è l'ex coniuge di Valeria Marini, Giovanni Cottone, con il quale condivide una stanza con una piccola cucina e una comoda gronda. Non sembrerebbero solamente queste le fortune di cui godrebbe l'ex marito di Nina Moric.

Gli sarebbe stato inoltre concesso di poter utilizzare la palestra della casa di detenzione, vanto non concesso a tutti i detenuti.

Belen e le sue profezie

Se ad affiancare il nome di Fabrizio Corona vi è quello di Belen Rodriguez, reginetta indiscussa del palcoscenico italiano, non si può che creare una corsa al Gossip tra giornalisti e tv. Infatti da qualche ora non si fa altro che parlare delle dichiarazione fatte dalla soubrette argentina alla rivista Oggi. Il fatto risale al 2014 quando la Rodriguez, nel suo colloquio con il giornalista della rivista italiana, ha dichiarato: " Fabrizio soffre di una sindrome da ossessione per il denaro, una vera e propria sorte di malattia. Più ne ha e più ne vuole, come se non gli bastassero mai insomma." E ha continuato: "Penso che la punizione più giusta per lui sia fargli pagare una grandissima somma di denaro, penso che solo a quel punto toccandogli l'unica cosa a cui tiene possa iniziare a ragionare".

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Sono ormai nove i giorni trascorsi all'interno della casa circondariale, con l'incriminazione di intestazione fittizia di beni. Ricordando anche l'ultimo privilegio concessogli in queste ore, cioè l'accesso diretto alla palestra del carcere: pare che alcuni vizi non gli siano stati proibiti, come forse sarebbe giusto. Evidentemente Belen non aveva tutti i torti: per Fabrizio Corona sarebbe molto più adatta una pena onoraria.