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La giornalista e blogger Selvaggia Lucarelli è stata condannata per il reato di diffamazione. Dovrà pagare una multa di 500 euro, il pagamento delle spese processuali e un risarcimento danni di 5.000 euro. A stabilirlo è stato il giudice monocratico di Piazzale Clodio, che ha accolto le richieste del Pubblico Ministero, Francesco Morelli. Fatti i conti, la Lucarelli deve sborsare 7.500 euro (duemila euro per le spese processuali), più la parcella del suo avvocato difensore. Cara gli è costata quell’affermazione fatta nel 2010 su Alessia Mancini (omonima della showgirl), che all’epoca era concorrente di Miss Italia. In quell’anno si vociferava che, tra le  aspiranti alla corona di Miss Italia, ci fosse una concorrente transessuale.

La Lucarelli non perse tempo e, senza nessuna prova ne sensi di colpa, l’11 settembre del 2010 scriveva sul suo blog di essere a conoscenza del nome e del numero della concorrente transessuale. Secondo quanto affermato dall’articolo sul blog, non solo la Lucarelli sosteneva  le voci di corridoio, ma in anteprima assoluta indicava in Alessia Mancini, la n. 53, il transessuale, smascherando l’artificio. La blogger addirittura asseriva che la ragazza si fosse sottoposta ad un intervento chirurgico per cambiare sesso, e aveva cambiato il suo nome all’anagrafe.

Le prove? Niente, nessuna prova che potesse dimostrare quanto scritto pubblicamente, tranne che per l’altezza della Mancini. Infatti, sempre per la blogger, 184 centimetri per una donna sono troppi – sicuramente la sua altezza desta sospetti inequivocabili -, pensava la Lucerelli.

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Alla finale del concorso Alessia Mancini fu eliminata, scoppiò in lacrime e non volle rilasciare nessuna dichiarazione alla conduttrice di quell’edizione: Milly Carlucci. Fatto sta che nel 2013 la ragazza decise di denunciare Selvaggia Lucarelli per diffamazione. A molti anni di distanza Selvaggia Lucarelli si difende, dicendo di aver  sbagliato a fidarsi di un  noto giornalista di gossip, che le passò la notizia.