Lo aspettavano tutti ora che il suo ultimo libro "La paranza dei bambini (Feltrinelli)".

Il romanzo uscito il 10 novembre è primo nella classifica dei libri più venduti e quando il il tamtam mediatico lo ha portato da Fazio - pochi minuti fa su Rai 3 - si sono scatenati i social ed è cresciuta l'attesa per Roberto Saviano soprattutto per la richiesta dell'Agcom dopo la comparsata di Renzi e prima dello scrittore partenopeo c'è infatti Salvini.

"Paranza è un nome che viene dal mare ed il mondo criminale lo utilizza perché il gruppo di fuoco che va ad uccidere si chiama così", esordisce Saviano. Il libro parla di una posse di ragazzi della piccola borghesia partenopea che approfittando di un vuoto di potere si fanno clan giovanissimi.

"E' la camorra 2.0 - continua Roberto - il mio protagonista si chiama Nicolas Fiorillo. Io, quando ho studiato questi ragazzi, li ho trovati simili ai loro coetanei che ricercano il guadagno facile perché non c'è progetto. E' solo il denaro il loro obiettivo principale: il futuro è un non luogo e l'impegno è un impedimento". Bardudos, Fraulella, questi i nomi delle paranze napoletane che sociologicamente lo scrittore ha studiato e che ha posto alla base della sua fiction romanzesca.

"Non esiste più il concetto di verità ma solo quello che funziona o non funziona - dice Saviano - ed è quello che è stato alla base della campagna di Donald Trump". Non si hanno statistiche aggiornate dei paranzini napoletani, né delle gang messicane ma quello che è sicuro è che si spara per un nonnulla ed il valore della vita non esiste più.

"Dopo la faide ritornano poi ragazzi normali che sono in ansia per la ragazza: si sposano prestissimo ed hanno figli molto giovani".

Il libro è dedicato ai ragazzi uccisi colpevoli ed una parte di Napoli - "Sputtanapoli" - dice che Saviano non ama Napoli perché racconta solo la Gomorra e dimentica Caravaggio. il 39enne autore ora vive da qualche mese negli States nella sua oramai ordinaria extraterritorialità umana e professionale.

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