Ieri sera milioni di italiani sono rimasti incollati alla TV a vedere La seconda delle quattro puntate per la seguitissima serie che ha riportato sul grande schermo l’idolo Marco Bocci. L’ex ispettore Domenico Calcaterra di Squadra Antimafia, altra serie cult di Taodue (produttore sia di tutte e due le fiction), questa volta è Marco, Agente infiltrato in un clan della Ndrangheta Calabrese, a Gioia Tauro. Il cambio di ambiente, dalla Sicilia alla Calabria, e di nemici da combattere, dalla Mafia Siciliana alle cosche Calabresi, non hanno dissuaso i telespettatori da seguire la serie. Dopo il buon indice di ascolto della prima puntata ed in attesa di quelli relativi alla puntata di ieri sera, possiamo benissimo dire che l’appeal di Marco Bocci è rimasto tale da generare audience.

I fan del tenebroso agente con nome in codice “solo” sono impazienti di vedere la terza puntata ed ecco cosa dovranno aspettarsi mercoledì prossimo.

Altalena continua tra bene e male

Anche se il target della serie è simile alle altre, con un infiltrato nei clan della malavita organizzata (vi ricordate Ivan Di Meo, alias Claudio Gioè, infiltrato nella mafia siciliana in Squadra Antimafia agli albori della fiction?) la serie si sviluppa in un territorio poco utilizzato fino ad oggi in altre fiction simili, cioè la Calabria e la Ndrangheta. Tra corse in moto, in auto, sparatorie e storie d’amore, la puntata di ieri è stata molto appassionante. Marco ha corso il serio pericolo di essere scoperto dal Clan dei Corona dove si è infiltrato, guadagnandosi la fiducia di Bruno, figlio del Boss Giuseppe Corona.

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Un poliziotto corrotto della Questura di Gioia Tauro (splendida location della serie, tra mare e paesaggi incantevoli) stava per denunciarlo alla famiglia che gestisce traffici illeciti ed è padrona del Porto della cittadina, vera ricchezza del territorio. L’intervento di Barbara, altro agente che partecipa alla missione coprendo le spalle di Solo e del quale è compagna anche nella vita, salva la copertura dell’Agente uccidendo il poliziotto corrotto e gettandolo a mare. Il ritrovamento del corpo del poliziotto vicino la casa al mare dei Corona, dove abita marco, fanno diventare sospettoso lo zio di Bruno, Vincenzo, contabile del clan. I sospetti dello zio spingono Bruno a chiedere a Marco di dimostrare se sia o meno un poliziotto. La prova consisteva nell’ammazzare Sasso, ispettore della Questura calabrese che ha deciso di aiutare Marco nella missione.

Per la terza puntata i colpi di scena saranno molti

Marco spara al suo collega poliziotto per evitare di farsi scoprire e continua nel suo conflitto interno tra bene e male.

Ormai è dentro la famiglia a tal punto che il Boss Giuseppe, vedendo come la sua figlia ventenne Agata sia legata al bel Marco, gli chiede di diventare membro della famiglia sposandola. Nel frattempo, un test di gravidanza fatto da Barbara, la compagna di Marco, risulta positivo, i due stanno per avere un figlio. Marco però nella terza puntata continuerà la sua missione e Barbara che ha visto nelle telecamere di sorveglianza una scena in cui Agata bacia Marco, non dice niente della gravidanza. Marco si spingerà fino a sposare la figlia del Boss diventando membro indiscusso e di spicco dei Corona. Nel frattempo lo zio Vincenzo, messo ai margini dal Boss proprio per i sospetti che ha avuto su Marco, tradisce la famiglia legandosi ai Gargano, clan rivale con i quali nella terza puntata si scatenerà una vera e propria faida. Barbara come reagirà alle nozze del suo amato Marco? Marco è davvero legato ad Agata dal punto di vista sentimentale? C’è il concreto rischio che amore e amicizia nei confronti di Bruno facciano passare Solo dall’altra parte e diventare un criminale? Dubbi che la terza puntata in onda mercoledì 23 novembre su Canale 5 alle 21:15, dovrebbe chiarire.