Tempo di silenzio elettorale. E allora a parlare ci pensa chi con la politica, in particolar modo con quella italiana, non ha molto a che fare. Stiamo parlando del rapper Bello figo Gu. Il rapper di origine ghanese è sulla bocca di tutti per la recente apparizione a ‘Quinta Colonna’, programma serale in onda da lunedì a venerdì su Rete 4. In particolare, sta facendo il giro del web lo scontro verbale che Bello Figo ha avuto con Alessandra Mussolini, europarlamentare appartenente al gruppo politico ITS (Identità, Tradizione, Sovranità).

Centro fondante della discussione l’ultima hit del rapper, ‘Referendum Costituzionale’. Come suggerisce il titolo, la canzone chiama in causa argomenti politici, nonché economici e sociali, degli ultimi mesi in Italia.

A far discutere sono alcune frasi del testo, come “Matteo Renzi ci dà la f..a bianca”, o altre in cui dice di parteggiare per il PD, e quindi di votare Sì. Sfocia quasi inevitabilmente nel sempre caldo discorso relativo all’immigrazione, in una chiave che vorrebbe essere ironica e provocatoria ma che in più tratti si rivela eccessiva e ingiustificata.

Parole come “Non ci sporchiamo le mani, perché siamo già neri”, “Non siamo bravi, siamo negri”, che oltre alla mancata riuscita dell’obiettivo dissacrante, risultano indelicate, e in un certo qual modo perfino di stampo razzista.

La conclusione è sul labile confine tra provocazione e sbeffeggiamento: “A dire la verità, nel mio Paese non c’è nessuna guerra”, frase che oltre che aprire questioni e interrogativi nel nostro governo, bisognoso (forse) di controlli migliori, ferisce chi nel continente africano si trova quotidianamente di fronte a situazioni come bombardamenti, scontri armati, sparatorie.

Realtà che Bello Figo non ha mai vissuto. Perché lui proviene dal Ghana, paese non toccato (se non nello spirito) da questo genere di avvenimenti. Perché lui è in Italia da 12 anni, e non ha (almeno si spera) lo status di profugo. Perché lui, dalle parole che ha usato, ha dimostrato di non avere alcun legame, né geografico, né religioso, né tantomeno sensibile, con la gente per cui ogni giorno potrebbe essere l’ultimo.

Non sono mancate le accuse e gli attacchi pronti in studio al rapper ghanese. Oltre alla già citata Mussolini, lo stesso conduttore Maurizio Belpietro, il giornalista ex politico Roberto Poletti e i cittadini in collegamento di Rosarno non hanno fatto mancare le proprie opinioni, discordanti con la visione di Bello Figo. Lui risponde che questo è il suo stile un po' trash, che non è colpa dei profughi, ma del governo, se molti italiani vivono in condizioni peggiori di quelle dei profughi descritte nelle sue canzoni.

E infine dabba tutti. Intanto ha tirato uno schiaffo morale alla nostra classe dirigente. Di questi tempi, saper farsi due risate è una sacrosanta abilità. Ma bisognerebbe riuscire a mantenere alta la credibilità del nostro Paese, e non rendere il nostro referendum costituzionale una farsa o, per dirlla alla Bello Figo, un troll.

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