Dopo sei anni finisce la latitanza del boss Marcello Pesce. Dopo la cattura di qualche settimana fa di Antonio Pelle, conosciuto come la "mamma", la Squadra mobile del servizio operativo centrale della Polizia ha catturato nella sua abitazione di Rosarno il boss della Cosca Pesce, che domina proprio in tutta quella zona situata in provincia di Reggio Calabria. All'alba di oggi è scattato il blitz della Polizia su ordine del questore Raffaele Grassi: gli agenti guidati dal capo della mobile Francesco Ratta appena hanno avuto la certezza che il boss, conosciuto da tutti come "U ballerinu" e dotato di una certa passione per la letteratura, fosse presente nella sua abitazione, hanno fatto irruzione nella casa e hanno arrestato il boss e due suoi fiancheggiatori.

Arrestato boss latitante Marcello Pesce La nuova mafia operante in Italia

Marcello Pesce era latitante dal 2010

Pesce era ricercato dal 2010, quando riuscì a farla franca ad un'ordinanza di custudia cautelare emessa in occasione dell'operazione "All Inside", dove si era arrivati a processo in tribunale in cui il boss era stato condannato a 16 anni e 2 mesi di carcere: i capi di accusa erano associazione a delinquere di tipo mafioso e intestazione falsa. Questo pericoloso latitante faceva parte della lista del Ministero dell'Interno come uno dei più pericolosi latitanti non ancora arrestati. Un bel successo per la Polizia di Stato, che ha annunciato la cattura del boss rosarnese sul proprio profilo Twitter: "#Squadramobile #sco catturato pericoloso latitante Marcello Pesce a #Rosarno RC boss dell'Ndrangheta ricercato per associazione di stampo mafioso".

I migliori video del giorno

Marcello Pesce, capo dell'omonima cosca, operava e comandava in tutta Rosarno e anche altrove: la cosca Pesce infatti è ritenuta una delle più potenti e pericolose ndrine calabresi. Pesce era noto alle forze dell'ordine già da anni non solo per associazione mafiosa, come detto precedentemente, ma anche per omicidio e droga. Il suo nome era già noto dagli anni novanta, quando già c'erano sospetti che gestisse l'attività criminosa di Rosarno, che all'epoca aveva come boss Giuseppe Pesce, nato nel 1923 che adesso non è più in vita. Nel 2015 la Corte D'Appello di Reggio Calabria, visto l'enorme potere della cosca comandata da Marcello Pesce, aveva richiesto un mandato di arresto europeo, per paura che la cosca Pesce volesse estendere i propri affari aldilà delle Alpi.