La sera del 29 dicembre sul Nove va in onda il riepilogo di Roberto Saviano dell'anno appena trascorso.

La trasmissione si apre con il discorso di Donald Trump da nuovo presidente degli Stati Uniti, con in sottofondo il coro ‘Costruisci il muro’. Lo scrittore campano spiega come il 2016 sia stato l’anno con più muri nella storia. Saviano racconta come dal 1989 (caduta del muro di Berlino) le mura tra paesi da meno di 20 sono diventate 63.

Divisione tra popoli, tra ricchi e poveri, in pieno contrasto con gli ideali europei. La foto con cui esplica questo tema è quella di un cassonetto pieno di biciclette, usate da siriani in fuga verso la Norvegia. Dopo numeri relativi al tasso di mortalità in mare (che segna un +30% rispetto al 2015), il riferimento al diritto d’asilo sancito dagli articoli 61 e 63 del trattato di Ginevra, è il turno dei fatti del 24 ottobre a Gorino, dove 12 donne su un autobus hanno trovato dei bancali a sbarrargli la strada.

Una di quelle donne, Abidemi Ogbalaja, porta la sua testimonianza.

La seconda parte si apre con le parole di Mauro D’Angeli, vigile del fuoco del comando di Rieti, che alle ore 3:36 del 24 agosto ha dovuto affrontare il terremoto che ha travolto il centro Italia e che racconta di come ha salvato una bambina, Giulia, dalle macerie. Questo evento, come l’attentato di Nizza, le Olimpiadi, è stato protagonista sui social.

Saviano ne sottolinea il potere, dicendo come su Facebook quotidianamente si connettono 1 miliardo e 280 milioni di utenti, mentre il principale quotidiano americano ogni giorno vende, tra cartaceo e web, 1 milione e 400mila copie. Ma questo, secondo lo scrittore, è l’anno di Snapchat. Scatta e chatta, la combinazione vincente, nell’epoca in cui tutti i cellulari hanno una fotocamera, e tutti hanno un cellulare in mano.

Una foto che vive per 24h e poi sparisce, non invecchia nella memoria. Memoria invece ben presente nei network, governati da algoritmi, capaci di cancellare emozioni e storie.

Saviano ci rivela la parola dell’anno secondo la Oxford Dictionary: è post verità. E il riferimento cade sulla Brexit. L’immagine scelta per il tema è quella di un pullmann dei sostenitori del Leave, con sopra riportati dati convincenti, poi messi in dubbio dai loro stessi leader politici. Questo è il fulcro dell’informazione social: non importa che una notizia sia verificabile, quanto che porti flusso.Talento e pc, dunque, come chiavi per il successo.

Il nuovo ospite è un ragazzo partito dalla sua cameretta, e arrivato a centinaia di views su youtube. Il suo nome è Fabio Rovazzi.

La nuova foto risale al 23 gennaio 2016, e immortala Lorenzo in piazza con i genitori in difesa dei diritti civili. Saviano dice come, per la classifica ILGA, l’Italia sia il paese più omofobo dell’Occidente. Il trionfo della bigotteria sul diritto. Il collegamento è con il caso di Tiziana Cantone, la donna suicidatasi in seguito alla circolazione di un suo filmino hard.

Vicenda, che accentua come solo la protezione culturale azzeri il diverso, ciò che diverge da un canone comune. È il caso della ginnasta Alexa Moreno, soprannominata ‘gorda’ per qualche chilo di troppo da chi non sa che è tra le atlete più leggiadre del pianeta. I riflettori finiscono sulla recensione di un padre,lamentatosi per la presenza di disabili nell’hotel in cui alloggia con il figlio. L’ospite chiamato per questa questione è Giacomo Mazzariol, fratello di un ragazzo disabile.

L'ultima parte apre il sipario con Loris de Filippi, presidente di medici senza frontiere.Si pone l’accento sugli scontri di Aleppo, da cui Saviano passa alle violenze razziali dei primi giorni di luglio negli Stati Uniti. Agenti contro civili di colore, ex militari afroamericani contro agenti. Scontri collegati ad una data da consegnare alla storia dell’America e dello sport. Il 3 giugno 2016 moriva Kassius Klay, al mondo noto come Mohammed Alì.

Saviano chiude con una frase, che assume i connotati della speranza per il 2017: VERITA' PER GIULIO REGENI.

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