I bastardi di Pizzofalcone la fiction in onda su Rai 1 che ha riscosso un enorme successo di pubblico, con circa 7 milioni di telespettatori nella quarta puntata, è stata in questi giorni al centro di polemiche. Le scene d'amore tra due protagoniste, interpretate dalle attrici Simona Tabasco e Serena Iansiti, hanno turbato alcuni dei telespettatori, tanto che una madre ha scritto al quotidiano Avvenire, denunciando le scene di sesso che hanno scandalizzato la figlia. Anche nel mondo politico si sono alzate voci contro il programma, soprattutto da parte dell'area popolare.

Maurizio Lupi ex Ministro delle infrastrutture e dei trasporti annuncia un'interrogazione alla Commissione di Vigilanza della Radio Televisione Italiana, in quanto Rai 1 " a torto o a ragione è considerata ancora una rete per le famiglie." Il deputato Gianni Sammarco considera assurda la decisione della Rai di mandare in onda in prima serata una serie dove sono presenti "scene inappropriate." Altrettanto critico sul programma il senatore Bruno Mancuso.

Omosessualità: un cambiamento culturale non completamente compiuto

Il Presidente nazionale dell'Aiart, Associazione dei telespettatori, Massimiliano Padula ritiene che spesso le fiction della Rai siano condite "di storie di personaggi omosessuali" e pone l'attenzione sugli stereotipi, secondo Padula il rischio è quello di non "normalizzare", ma di relegare l'omosessualità in un "sottogenere obbligato" e su i bastardi di pizzofalcone si sofferma come "il personaggio dell'agente Di Nardo rimarca la figura di una donna significativamente maschilizzata sia nella professione che nella vita personale." Nonostante i passi compiuti dall'Italia in merito ai Diritti LGBT anche attraverso l'approvazione della legge Cirinnà, il cambiamento culturale non è completamente compiuto.

Resistenze si riscontrano nel mondo non solo cattolico, ma politico e nel tessuto sociale. Unioni civili tra coppie dello stesso sesso e scelte di genere non sono da tutti serenamente vissute e accettate. Ci si augura che certi livori, critiche e polemiche si dissolvano di fronte all'amore, per essere indirizzate su questioni e problematiche più serie del Paese, come la dilagante corruzione e il mal costume morale, perché come afferma Alessandro Gassmann protagonista della fiction in questione "l'Italia è un paese laico dove chi ama ha il diritto di farlo a prescindere dal suo orientamento sessuale."