narcos. Il telefilm si colora di ogni piccola sfaccettatura e di ogni personaggio con le più incredibili caratteristiche tanto da renderlo unico nel suo genere. Da Hitler a Bin Laden tra più recenti e molti altri prima di loro nel corso della storia, è possibile confermare -con assoluta certezza- che ogni epoca ne ha sempre conosciuto uno.

I suoi creatori, Chris Brancato, Carlo Bernard e Doug Miro, sono riusciti a raccontare il traffico di cocaina sviluppato durante gli anni '80 in Colombia, Medellìn, e le guerriglie a seguito di questa in modo avvincente cercando di non essere mai scontati.

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Le prime due stagioni (in onda su Netflix, la prima nel 2015 e la seconda nel 2016) interessano in modo particolare uno dei più famosi e temuti narcotrafficanti: Pablo Escobar. Il personaggio, con uno spiccato senso di avversità verso la società politica del suo paese proclamandosi portatore di ideali e portavoce della gente povera dei quartieri colombiani da cui lui stesso proviene, intratterrà il pubblico per ben due stagioni fino alla sua reale morte come la storia stessa ci fa sapere, perché è un po' quello che rientra nel filo logico del telefilm: far conoscere fatti realmente accaduti al proprio pubblico.

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La storia viene raccontata dal punto di vista di un agente della DEA [Drug Enforcement Administration], Steve Murphy, che investiga insieme al compagno Javier Pena proprio su Escobar e l'organizzazione di narcotrafficanti, il cartello di Medellìn.

Tralasciando dettagli sulla trama del telefilm (trama di semplice comprensione) ciò che più di ogni altro affascina è l'assoluta incapacità del protagonista (Escobar) di fiducia verso il prossimo; non farà altro che credere di essere circondato da traditori, che qualcuno stia tramando alle sue spalle ecc ecc e finirà sempre e comunque per uccidere per queste ragioni.

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E' interessante, inoltre, come la storia sia stata intrecciata in modo molto geniale, gli autori sono riusciti a presentare un personaggio nel suo insieme e con le sue sfaccettature e allo stesso modo un contesto sociale e politico. La colombia, il il traffico illecito di cocaina, gli appalti, i guadagni e il riciclaggio, tutto viene presentato e raccontato e spiegato. Nulla viene tralasciato al caso, come un perfetto documentario e come la storia stessa ci ha fatto conoscere, infatti non mancheranno stralci di video estrapolati da veri telegiornali dell'epoca in questione.

La terza stagione, invece, in onda da questo Settembre 2017, morto Pablo Escobar si incentra sul cartello di Cali guidato dai fratelli Gilberto e Miguel Rodrìguez Orejuela, ma nonostante cambino i personaggi principali tutto rimane incentrato negli stessi obiettivi di sempre: perché sì, magari la moda cambia ma lo stile resta, ma i narcotrafficanti si ingegnano per essere sempre all'altezza dei predecessori e migliori di questi. Nonostante, quindi, Escobar (uno dei personaggi meglio riusciti nella storia dei telefilm) venga meno all'interno della trama possiamo assolutamente confermare che la serie non ha perso la sua brillantezza né l'indole che più di ogni altra l'ha caratterizzata dalla prima immancabile stagione: suspance e spettacolo.

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