È una serata intensa, quella della seconda parte delle audizioni di X-Factor 11: moltissime voci, un’altalena costante di talenti e personalità estrose, che starebbero meglio in una fiera di paese che sul palco di un talent. Le audizioni, come sempre, si riconfermano come quel momento dello show in cui buona musica e talento si alternano al cabaret da villaggio turistico, ma quest’anno le buone voci rubano nettamente la scena a polemiche e assurdità varie. E ci guadagna la qualità della serata e anche lo spettatore. Fra inaspettati ritorni e talenti insospettabili, a monopolizzare la serata sono Mara Maionchi e Levante, la prima con i suoi giudizi sempre graffianti e la seconda con una dolcezza spontanea verso tutti i concorrenti, anche i più scalcagnati.

Pizza e opera lirica

La serata è così piena di giovani meritevoli che, a un certo punto, i giudici si preoccupano: "Ma non staremo dando troppi sì?", esclama Mara Maionchi fuori onda, ma l’improvvisa vampata di bontà è comprensibile. Apre la serata la giovanissima Noemy Rao, che punta tutto su Girls Just Wanna Have Fun di Cindy Lauper e sì produce in un’esibizione così frizzante e ben riuscita che Manuel Agnelli non può credere alle sue orecchie: gli sembra di avere davanti Cindy Lauper reincarnata, nonostante la cantante sia ancora viva.

È un altro, però, il talento che attira l’attenzione di tutti: Cattelan, nel dietro le quinte, si premura già di definire Lorenzo Licitra il nuovo Michael Bublé italiano, e non va tanto lontano.

Convincendo persino un già scettico Fedez, Lorenzo domina il palco e conquista giudici e pubblico con una versione un po’ swing di Like a Prayer di Madonna, cantata con voce impeccabile e una flessibilità straordinaria.

E se è vero che l’abito non fa il monaco, altrettanto sorprendente è Andrea Radice.

Pizzaiolo, assegna anche un gusto di pizza a ogni giudice – Mara Maionchi, naturalmente, è la regina delle pizze, la margherita – ma soprattutto si guadagna la loro stima e l’entusiasmo del pubblico con un’ottima esibizione di Back at Home di Brian McKnight.

Giovanissimi talenti in erba e gruppi alternativi

Certo, c’è spazio anche per una rapida carrellata di fenomeni di altro genere, da vegani entusiasti a playboy molto sicuri di sé ma molto poco dotati, non mancano i momenti di puro disagio per lo spettatore e anche personaggi, come Tian, fatti passare più per la loro simpatia piuttosto che per il possesso di un vero talento.Ma sono solo sprazzi fra un’esibizione seria e l’altra. Se nella puntata precedente l’ospite speciale era stata Giusy Ferreri, questa volta tocca a Michele Bravi, vincitore della settima edizione, salutare il pubblico e accennare qualche nota a cappella di uno dei suoi successi.

E giovanissimi e un po’ spaventati sono alcuni dei talenti che passano le selezioni di questa serata.

È il caso di Francesca Giannizzari, sedici anni e una chitarra scordata in braccio, che dovrà cambiare all’inizio dell’esibizione. Questo non le impedirà di portare una versione molto spontanea e intima di Your Song di Elton John e coinvolgere i giudici così tanto che Levante si alzerà e andrà ad abbracciarla, per farle coraggio nel seguito della sua avventura. Un fiume in piena di parole, invece, è Domenico Arezzo, anche lui provvisto di chitarra, ma quando inizia a cantare una sua personale versione di Kiss di Prince, si trasforma: l’adrenalina lo rende una tigre, noterà lo stesso Manuel Agnelli, e il giovane Domenico si guadagnerà anche lui quattro sì.

C’è spazio anche per qualche gruppo, come i Belize di Varese.

Dopo una falsa partenza, con una cover non convincente di Ninna Nanna, ribaltano completamente l’esito della selezione presentando il loro inedito, Piano Sequenza. I giudici danno il nulla osta ma resta il sospetto che il gruppo non sia pienamente convincente: nonostante il buon livello tecnico, infatti, il frontman fatica a trascinare e sbloccarsi abbastanza da essere a suo agio sul palco.

A volte ritornano

C’è spazio anche per chi non si è arreso: è il caso di Gabriele Esposito, rifiutato da Arisa durante l’edizione scorsa, ma tornato alla riscossa con la sua Limits. Ancora più a suo agio sul palco, riesce a riconfermare il suo talento a giudici che, come Fedez, non avevano gradito la sua esclusione ai bootcamp, e passa di nuovo le audizioni.

C’è spazio ancora per giovani speranzosi e un po’ in bilico sui giudizi dei giudici, prima della fine della serata: è il caso di Lorenzo Bonamano. Nonostante la sua Stay di Rihanna conquisti il pubblico, ci sono ancora dubbi sulla sua preparazione, ma Manuel Agnelli e gli altri decidono in ogni caso di puntare sul suo talento e lo fanno passare.

Non ci sono dubbi, invece, sul talento di Carolina Curly che, seduta al piano e forte della preparazione al Conservatorio, incanta tutti con la sua versione intensa di One Day di Asaf Avidan, dimostrando che anche una preparazione classica può permettere di cantare un ottimo pop.

Chiude la serata Luca Marzano, con una versione al pianoforte di When I Was Your Man di Bruno Mars.

A colpire non è solo il suo talento ma anche la sua tragica storia personale: sono stati suo fratello e la musica a salvarlo da un coma e lui vuole fare della musica la sua vita. Così, dopo aver ricevuto da Mara Maionchi un avvertimento a trovare un suo stile personale, anche Luca passa alle fasi successive. E noi, intanto, aspettiamo curiosi i talenti che l’ultima fase delle audizioni ci mostreranno.

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