Ci siamo. L'undicesima edizione di X Factor apre i battenti del suo live con i primi ospiti speciali, e lo fa cavalcando l’onda dell'attualità. È con i ritmi cubani di R&B delle sorelle gemelle che formano il duo di Ibeyi e cantano per la parità di genere e il rispetto delle donne che comincia la puntata. Le artiste trasmettono un messaggio importante, interpretato con perizia e sulle note di un genere molto sperimentale e poco diffuso in Italia, eppure il sospetto che X Factor non sappia mettere in pratica i suoi buoni propositi assale fin da subito i telespettatori.

La direzione artistica di Luca Tommassini - che è anche coreografo dello show - si premura di porre in evidenza, attraverso le inquadrature, i corpi bene in vista delle ballerine per attirare le attenzioni degli spettatori.

Fin da subito questa scelta ha scatenato le polemiche sui social, con il pubblico che è stato molto attivo e partecipe per tutta la serata.

Mentre i telespettatori si dividono fra critici ed entusiasti, i concorrenti, già comparsi sul palco vestiti di candidi abiti bianchi, si fanno da parte per l'entrata trionfale dei giudici, ed è in questo momento che Alessandro Cattelan dà inizio ai giochi con un avvertimento: le regole sono cambiate. Esclusivamente per la prima puntata, sarà la categoria meno votata in totale ad andare ad un turno finale unico di eliminazione. Il giudice dovrà salvare solo uno dei suoi concorrenti, lasciando al pubblico il compito di scegliere fra i due rimasti in sfida.

Un meccanismo poco gradito che genererà parecchie tensioni alla fine della serata.

Galeotta fu l'esibizione e chi la assegnò

In una serata che la regia ha deciso di strutturare come un'unica manche - in quel meccanismo ormai collaudato di inserire estemporanee novità per risvegliare l’interesse del pubblico - l'unico spartiacque della puntata è quello che separa le assegnazioni giuste da quelle che hanno penalizzato i concorrenti.

Tutti i giudici sono abbastanza sottotono quando presentano i loro ragazzi con il compito di valorizzarli, ma al termine di ogni performance i conflitti esplodono, rivelando una tensione che probabilmente innerverà anche le prossime serate.

I primi ad esibirsi sono i Måneskin, che rivestono della loro personale vernice rock e vagamente trasgressiva un pezzo ritmato dei Black Eyed Peas.

Buono il rappato in italiano, mentre sul testo in inglese il carismatico frontman si inceppa un pochino e Mara Maionchi lascia intendere di non aver particolarmente apprezzato la sua scelta di salire sul tavolo dei giudici per dare pepe ad un'esibizione definita troppo rumorosa. La produttrice discografica continuerà, durante la serata, a fare riferimento al suo scarso entusiasmo per i Måneskin, soprattutto quando giunge il turno di Enrico Nigiotti. Intenso e classico - per quanto un po' ingessato - il cantante regala al pubblico del primo live una sua versione di "La Canzone dei Vecchi Amanti". La scelta non piace a nessuno dei tre giudici, soprattutto a Fedez, che trovano l'esibizione troppo tradizionale e vorrebbero vedere Enrico più svecchiato e alle prese con pezzi più moderni ed un atteggiamento più giovanile.

Ed è a questo punto che iniziano le note dolenti, con Mara Maionchi che scatta rabbiosa, accusando i colleghi di non apprezzare il talento e di applicare le stesse impostazioni trite che rimproverano agli altri alle performance dei rispettivi concorrenti.

Neanche l'assegnazione di un pezzo di Iggy Azalea a Camille Cabaltera piace: Levante ha scelto un brano molto, troppo distante dall'educazione lirica della ragazza. A detta dei tre giudici, nonostante l'indubbia bravura vocale, questa esibizione l'ha penalizzata, rivelandosi artificiosa e scontata. Levante cerca come può di difendere i risultati già raggiunti dalla sua giovane concorrente, ma si rivela molto meno indulgente quando è il turno di Gabriele Esposito.

Con una mossa altrettanto azzardata, Fedez ha deciso di fargli interpretare un arrangiamento di sola voce e chitarra acustica di "Adam’s Song" dei Blink-182. È un gruppo caro a molti dei presenti in sala, e né Manuel né Levante apprezzano che Gabriele lo abbia trasformato in una "canzone da falò", privandolo della sua anima punk e dell’energia del pezzo originale. Anche Mara, che sottolinea però di non essere cresciuta coi Blink, concorda col fatto che il cantante abbia portato sul palco un arrangiamento poco energico e poco convinto.

Non si sollevano, invece, voci negative sull'esibizione di Sem&Sténn: tutti i giudici concordano in modo abbastanza incolore sul fatto che siano bravi, ma temono che il pubblico non possa capirli, complice anche il discorso iniziale con cui il rispettivo coach li introduce.

Manuel Agnelli si produce in una difesa a spada tratta dell’orientamento sessuale del duo, amante delle melodie synth degli anni Ottanta, attaccando i vari utenti che sui social hanno avanzato l’ipotesi complottistica che X Factor sia in mano ad una lobby gay. Manuel fa un discorso condivisibile nelle sue linee generali, ma dimentica di citare l'aspetto più importante: i concorrenti sono sul palco per essere giudicati solo ed esclusivamente per le loro doti canore, e Sem&Sténn finora hanno mostrato solo una grande passione per il ballo e le mise glitterate. La loro versione di "Let's Go To Bed" dei Cure è senza infamia e senza lode, ma soprattutto manca di un vero contenuto. Più che originale, sembra semplicemente un remix in salsa elettro-dance anni Ottanta che non colpisce particolarmente il pubblico.

Incertezze ci sono anche per Lorenzo Bonamano, penalizzato da una coreografia prepotente e onnipresente che distrae: la sua interpretazione di "High Hopes" si perde e risulta solo una buona cover. I giudici concordano nell'apprezzare la voce di Lorenzo, ma dissentono sulle scelte musicali di Fedez che si sente punto sul vivo, e non accetta alcun tipo di consiglio.

Nuove regole, nuove polemiche

Chiude la prima parte della serata un'esibizione congiunta di J-Ax con Fedez che lanciano il loro nuovo pezzo, "Sconosciuti da una vita". E dopo un ennesimo stacco pubblicitario, si riparte con Lorenzo Licitra che, fra tutti, è sicuramente il concorrente che ha già raccolto maggiori consensi tra i fan. Su questo concorrente non ci sono dubbi: la sua esibizione su "Your Song" strappa complimenti unanimi sia al pubblico del live che ai telespettatori da casa.

L'unico motivo di critica, per i giudici, è la scelta di Mara Maionchi di far esibire il cantante con una "canzone da crociera" - per citare le parole di Manuel Agnelli - come il classico di Elton John, ma Mara è lesta a liquidare tutti, soddisfatta di come Lorenzo si sia esibito.

Un altro scivolone c'è per Levante, invece, che nel tentativo di offrire a Virginia Perbellini una valvola di sfogo alla sua ansia di perfezione, le propone un pezzo fin troppo complesso, "Thank U" di Alanis Morissette. Virginia non passa la prova: troppo rigida, troppo ansiosa di non sbagliare, delude i giudici che rinfacciano a Levante di non aver saputo mettere a proprio agio la concorrente, caricandola fin dal primo live di una grossa responsabilità.

Quest'ultima però, passa all'attacco quando fa notare a Manuel che la sua assegnazione per i Ros è quasi suicida. Nonostante il power trio di Montepulciano sappia offrire una versione molto personale e convincente di "Battito di Ciglia" di Francesca Michielin, la scelta di una canzone tanto lontana dal loro stile li ha sicuramente penalizzati, e Fedez e Mara concordano su questo punto, pur apprezzando l’energia e la professionalità del gruppo.

Chi dimostra di avere un timbro profondo e una maturità eccezionale è Samuel Storm: per lui i giudici hanno espresso tanti complimenti. Le poche critiche sono per Fedez, colpevole di non aver saputo valorizzare il suo concorrente con un pezzo più vivace rispetto a quello scelto, "Location" di Khalid.

Levante è particolarmente insistente su questo punto, ricordando che se gli altri giudici possono criticare le sue assegnazioni, lei si sente libera di fare altrettanto, e per poco non si arriva allo scontro aperto, con Alessandro Cattelan costretto ad intervenire per placare gli animi.

Sempre profonda e tormentata è Rita Bellanza che con la sua cover di Lucio Dalla conquista davvero tutti i giudici, anche se ci sarebbe spazio per delle notazioni a margine. La voce di Rita è particolare ma molto poco duttile, e la sua versione di Dalla è forse troppo personale, troppo carica, per una canzone che avrebbe dovuto essere interpretata con un’intensità diversa, più sottile e più sussurrata. Porta invece una ventata di allegria e divertimento Andrea Radice, che ama cantare e intrattenere il pubblico, facendo sentire tutto il suo calore con la sua versione di "Superstition".

L’unico appunto unanime dei coach è che Andrea dovrebbe rivelare una personalità più spiccata, invece di limitarsi a cantare bene, ma Mara li rassicura: non ha intenzione di caricare i suoi concorrenti di troppe aspettative e troppe sfide già al primo live, e ha voluto andare sul sicuro, permettendo ad Andrea di abituarsi al palco senza scossoni.

Primi addii con amarezza

La strategia di Mara Maionchi - la più esperta fra i giudici - si rivela vincente: gli Over passano in blocco, seguiti a ruota dalle Under Donne di Levante. Alla fine, fra i gruppi di Manuel Agnelli e gli Under Uomini di Fedez, sono questi ultimi ad essere penalizzati, ed è qui che il rapper milanese è chiamato a fare una dolorosa scelta.

La rabbia per un sistema che lo costringe a prediligere solo uno dei suoi concorrenti è tanta, e Fedez non risparmia insulti e rimproveri alla regia ma alla fine, con profonda rassegnazione, decide di salvare Samuel. Sono Gabriele Esposito e Lorenzo Bonamano a sfidarsi a colpi di note, il primo con "Ain't No Sunshine" di Bill Withers, e il secondo con "Radioactive" degli Imagine Dragons. Il primo riesce a salvarsi, mentre Lorenzo viene eliminato, ringraziando comunque X Factor per avergli dato l'opportunità di esibirsi su un grande palco.

Resta l'amarezza e la rabbia congiunta dei giudici per un sistema di scelta considerato ingiusto sia nei confronti dei voti ricevuti dai concorrenti, sia verso i giudici stessi, costretti a mettere i concorrenti l’uno contro l’altro. La delusione è tale che, a fine puntata, Fedez abbandona la sua postazione, rifiutandosi di commentare il dopo X Factor insieme ai colleghi. La regola, per fortuna, resta però circoscritta soltanto alla prima puntata: dalla seconda in poi tornerà il regolamento tradizionale, ma la sensazione è che la tensione fra i giudici sarà ancora piuttosto alta.

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