Dopo il grande successo di film come "Pretty Woman", interpretato con Julia Roberts e "Ufficiale e gentiluomo" la fama di Richard Gere aveva raggiunto tutto il mondo, ed era considerato persino uno degli attori più affascinanti di Hollywood. Poi però la sua presenza nel cinema americano è andata diradandosi, arrivando in pratica a scomparire dalla scena. Sebbene non sia l'unico attore ad essere finito nel dimenticatoio dopo alcuni film, lui è convinto che la sua esclusione non sia dovuta all'età o a motivi professionali, bensì ad una sorta di "complotto" ordito contro di lui niente di meno che dai cinesi, che attualmente rappresentano i principali finanziatori del cinema hollywoodiano.

Vediamo quale è la teoria dell'attore.

Boicottato dalla Cina?

Richard Gere sostiene di essere stato disprezzato dai cinesi in varie occasioni, una delle quali la consegna dell'ambito premio Oscar del 2003. In una recente intervista da lui rilasciata all'Hollywood Reporter l'attore ha affermato che ci sarebbero pellicole nelle quali non può entrare nel cast perché i cinesi lo boicotterebbero. E afferma che gli sarebbe stato riferito - da chi non è dato sapere - che i cinesi non sarebbero disposti a finanziare produzioni con lui come attore. Notoriamente buddista e attivo sul fronte dei diritti umani, Richard Gere in passato si è mosso contro le Olimpiadi del 2008, cercando di mettere sotto pressione il governo cinese per arrivare all'indipendenza del Tibet, inoltre in più occasioni ha rivolto critiche alla Cina, e questo avrebbe portato alla rottura delle relazioni con il paese.

Il boicottaggio

L'attore racconta un episodio in cui sarebbe stato boicottato. Avrebbe dovuto fare un lavoro con un regista cinese, ma quindici giorni prima dell'inizio delle riprese questo lo avrebbe chiamato per scaricarlo dopo avere ricevuto pressioni affinché rinunciasse a dargli una parte. Il regista scusandosi gli avrebbe confessato che se gli avesse dato la parte nella pellicola non sarebbe più riuscito a lavorare, inoltre avrebbe temuto ripercussioni anche contro i suoi familiari.

Gere sostiene di non essere dispiaciuto di non ottenere ruoli in pellicole di successo, ma le sue esternazioni appaiono come una dura presa di posizione contro la Cina. "Sono felice del successo ottenuto negli ultimi decenni, tale che oggi mi posso permettere di recitare in piccoli film" ha concluso l'attore.

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