Priima puntata ieri sera su Rai 2 della serie televisiva prodotta da Rai Fiction "Il cacciatore" , con la regia di Stefano Lodovichi e Davide Marengo [VIDEO], 12 episodi tratti dal libro "Il cacciatore di mafiosi (Oscar saggi Mondadori)", il libro scritto da Alfonso Sabella che racconta la sua esperienza nel 1993 al Pool antimafia di Palermo. Lo stesso Sabella partecipa alla sceneggiatura che pur partendo da elementi autobiografici sceglie la strada del cambiamento di alcuni nomi dei protagonisti.

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Così il Pm protagonista della fiction non si chiama come lo scrittore-pm ma Saverio Barone (Francesco Montanari) ed ha una ragazza Giada Stranzi (Miriam Dalmazio) che lavora a Roma e fa la spola per vedere il moroso.

Barone lavorà alla Procura di Termini Imerese ed il suo procuratore Salvatore Donà (Vincenzo Pirrotta) viene coinvolto in un'indagine dell'Antimafia, coeva ad una denuncia al Csm dello stesso Barone. In quel frangente Saverio conosce il procuratore capo della DDA palermitana che gli chiede inopinatamente di fare parte della struttura magistratuale operativa contro il crimine organizzato e Saverio accetta con un soprassalto di inaspettata solerzia.

Siamo nel 1993

Ci troviamo nel 1993 e Leoluca Bagarella (David Coco) è il reggente della Cupola mafiosa orfana di Toto Riina - in carcere - e di Provenzano che non ha approvata la strategia delle stragi. Giovanni Brusca (Edoardo Pesce) , reggente del mandamento mafioso di San Giuseppe Jato sta crescendo nella gerarchia mafiosa per la sua fama di killer inumano.

Il problema in quel frangente sono i pentiti ed il più pericoloso è Santino Di Matteo che sta collaborando con gli inquirenti. Bagarella decide che è ora di dare un segnale e gli fa uccidere il figlioletto Giuseppe. Rispetto a "Maltese, il romanzo del commissario" l'ultima fiction di ambiente mafioso andata in onda lo scorso anno sulla Rai con la splendida interpretazione di Kim Rossi Stuart la cesura è netta, Ma nella fiction sono rappresentati altri anni ed altre idealità. Lo stesso Barone è figlio dei suoi anni e nonostante non ci sia nella sua azione giudiziaria nessuna vocazione civile specifica, decide comunque di entrare nel pool antimafia palermitano. Gli attori sono molto bravi, la narrazione è cruda anche se si inserisce in una vita occidentale normale senza tracce di sicilitudine. Forse un giorno anche la lotta alla mafia diverrà un'ordinarietà da svolgere.