Coniugava genio e fragilità. E' stato un uomo e un artista poliedrico, ma il successo mondiale e i più prestigiosi riconoscimenti non gli hanno evitato un'amarissima uscita di scena. Sono passati cinque anni da quando si tolse la vita Robin Williams, attore, doppiatore e produttore, candidato per quattro volte al Premio Oscar, una delle quali, nel 1998, vincitore come migliore attore non protagonista per Will Hunting - Genio Ribelle.

Era l'11 agosto del 2014.

Ciò che lo spinse a porre fine alla sua vita, sarebbe stata una grave malattia degenerativa, la demenza da corpi di Lewy, che lo stava consumando e non gli avrebbe più permesso di vivere recitando come aveva sempre fatto. Non voleva che il pubblico, e i suoi cari, lo dovessero ricordare come irriconoscibile e straziato dal male. Un film documentario mette in luce aspetti inediti della sua vita.

Aneddoti inediti sulla vita di Williams

Robin Williams ha incarnato personaggi tragici e maschere comiche, è stato l'indimenticabile interprete del professor John Keating ne 'L’attimo Fuggente' e del dottor Hunter in 'Patch Adams'. L'11 agosto del 2014, Hollywood, nel cui Olimpo ha un posto d'onore, fu sconvolta dalla notizia della sua morte. La tragedia addolorò anche milioni di fan in tutto il mondo che mantengono vivo il ricordo del loro idolo.

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Cinema

Quel giorno, all'età di 63 anni, l'attore si impiccò con una cintura nella sua casa californiana di Tiburon. A parte le celebrazioni che ieri e in questi giorni gli riservano tv e media, la regista Marina Zenovich ha realizzato un documentario di due ore, dal titolo 'Robin Williams: Come Inside My Mind'. Presentato in anteprima al Sundance e andato in onda negli Stati Uniti, il film, oltre ad interviste a familiari e colleghi, racconta aneddoti poco conosciuti della vita dell'attore che era nato a Chicago nel 1951.

Eterno Peter Pan di cui impersonò il ruolo nel film di Steven Spielberg, Williams, secondo il documentario, decise di intraprendere la carriera di attore per far ridere suo padre. Da quando si accorse che il severo genitore, poco incline alla risata, si divertiva moltissimo con le gag di un comico, Jonathan Winters, decise di diventare attore per conquistarlo. Per prima cosa, si iscrisse a un corso di improvvisazione teatrale perché nel prestigioso college che frequentava a New York, era l'unica classe in cui, oltre a studenti, c'erano studentesse.

Prima fece l'artista di strada come mimo ed imitatore. Durante il suo primo spettacolo a pagamento, il microfono si ruppe, ma Robin riuscì a cavarsela grazie alla voce potente. La stessa che lo caratterizza come dj per la radio dell'esercito durante la guerra in Vietnam nel film Good Morning Vietnam dove improvvisò tutti i monologhi del personaggio quando parla alla radio.

Tra gli attori di Hollywood, infatti, era quello che più di tutti improvvisava: già ai tempi del telefilm Mork & Mindy, la produzione aggiunse una quarta telecamera, oltre alle solite tre che si usavano per le sitcom, per poter seguire le sue creazioni attoriali del momento.

Uno dei suoi ruoli più popolari, è quello di Mrs Doubtfire dove ha potuto mostrare tutta la sua arte istrionica recitando nel ruolo di padre, tata e domestica. Per sincerarsi che il travestimento funzionasse, andò in un negozio per adulti senza essere riconosciuto.

L'amicizia con John Belushi

Tra i molti ingredienti della vita di Williams, anche l'uso di droga e alcool. Lui era una delle persone con cui si trovava John Belushi, l'attore comico indimenticato protagonista di 'The Blues Brothers', la sera del 1982 quando morì per un'overdose. Fra gli altri c'era pure un altro mostro sacro del Cinema, Robert De Niro.

Solo la mattina successiva, Williams, mentre era sul set di 'Mork & Mindy', apprese la notizia della morte dell'amico e sospese il lavoro dicendo: "Ecco qui un ragazzo che era una bestia, che poteva fare qualsiasi cosa, e se n'è andato", pietrificato dal dolore.

Ultimo atto

Malgrado il successo, una famiglia unita, ruoli che sono entrati nella storia del cinema, è sempre stato fragile tormentato, sofferente di disturbi dell'umore. A ricordarlo in queste ore, è stato il primogenito Zachary che in un'intervista alla testata Good Morning Britain, ha ricordato il momento in cui il padre ha scoperto la malattia. Non voleva scontentare i fan e, nonostante la fatica, aveva continuato a lavorare per donare risate, ma secondo l'ultima moglie, Susan Schneider, aveva anche perso il controllo della voce.

Zachary ha raccontato che più di tutto è stato triste vederlo soffrire e, a seguire, dover condividere il suo lutto con il mondo. Del padre, gli resta l'immagine di un uomo libero, proprio come il suo personaggio più amato, il professore che nell'Attimo Fuggente insegna la libertà ai suoi allievi. Robin Williams ha voluto concedersela quando la vita era in forse, e non sarebbe più stato in grado di donare al suo pubblico le risate, ma anche le lacrime, di un eterno Peter Pan.

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