La piccola, residente a Vimercate (popoloso comune in provincia di Monza Brianza) era stata accompagnata al pronto soccorso al culmine di una crisi di nervi. I genitori, non riuscendo a spiegare (ed a arginare) le sempre più frequenti, ed incontrollabili, reazioni di collera, qualche mese fa, esasperati l'avevano portata in ospedale. Al suo arrivo i medici hanno intuito che qualcosa non andasse e avevano perfino ipotizzato che la piccola avesse assunto sostanze stupefacenti, quali la cocaina.

''Segno dei tempi'' aveva commentato il dottor Antonio Amatulli, primario del dipartimento di Salute Mentale dell'Azienda Socio-Sanitaria Territoriale (ASST) di Vimercate.

La diagnosi

La bimba, sempre più nervosa ed aggressiva, da tempo aveva violente ed incontrollate esplosioni d'ira. Così, il padre e la madre (due genitori italiani come tanti, con un lavoro e nessuna storia di dipendenza) sempre più preoccupati, dopo l'ennesimo ed inspiegabile episodio, hanno deciso di capire cosa turbasse la figlia.

I medici, davanti a quella ragazzina confusa e dallo sguardo perso, hanno subito capito la gravità della situazione. Se, tuttavia, in un primo momento si era ipotizzato che la piccola avesse fatto uso di cocaina, la stessa Asst (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) di Vimercate ha poi specificato che dalle informazioni attualmente disponibile non si potesse ''né confermare né smentire che la piccola paziente possa aver fatto uso, seppur sporadico, di altre sostanze.''

I dottori hanno invece riscontrato che la piccola assumeva ansiolitici.

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Cronaca Nera Salute

Dopo l'inevitabile ricovero, la paziente, è stata trasferita in una comunità per minori: ora si sta curando, ma l'aspetta un percorso lungo e difficile che dovrà affrontare con il sostegno di tutta la famiglia.

La smentita dell'Asst: 'Non possiamo chiamare la bambina cocainomane'

I medici del reparto psichiatrico dell'ospedale di Vimercate avevano riscontrato nella bambina comportamenti simili a quelli derivanti dall'uso di sostanze stupefacenti quali la cocaina.

Il primario del reparto di psichiatria dell'ospedale di Vimercate aveva poi messo in guardia sull'abuso di tali sostanze da parte dei giovanissimi, non potendo nè confermare e nè smentire che la bambina avesse fatto uso di cocaina.

L'unica certezza è, per i dottori che seguono la giovanissima paziente, che la bimba si trova in uno stato di profondo disagio psichico. Nessuno, né in famiglia né a scuola, si è mai accorto di nulla.

Secondo quanto ricostruito, l'uso delle sostanze in questione è stato sporadico, anche se, comunque, è stato più che sufficiente per segnare una psiche ancora troppo fragile. Con la semplicità dei suoi pochi anni, la protagonista della vicenda, ha raccontato agli specialisti il vuoto dei lunghi pomeriggi passati da sola perché papà e mamma erano sempre a lavoro. Per vincere la solitudine, la ragazzina, ha iniziato ad uscire e a girare per il quartiere.

Quanto accaduto a Vimercate è senza dubbio un caso limite, ma i medici, comunque, hanno lanciato l'allarme: i ricoveri dei minori presso il dipartimento di Salute Mentale sono cresciuti in modo esponenziale. E, per affrontare veramente il problema ha sottolineato Amatulli bisogna interrogarsi ed intervenire sulla complessità della società e l’inadeguatezza della famiglie e della scuola.

Correzione (03- 08- 19): In una precedente versione di questo articolo si affermava che la bambina fosse dipendente da cocaina. L'azienda Socio Sanitaria Territoriale di Vimercate ha però precisato che allo stato attuale non si può nè confermare e nè smentire l'uso di sostanze stupefacenti da parte della piccola. Ci scusiamo con i lettori.

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